Bambino risucchiato in mare a Fiumicino: salvato dal lavoro di squadra dei bagnini

Momenti di panico a Fiumicino: un bambino di 11 anni travolto dalla corrente riabbraccia la madre grazie al coraggio dei bagnini

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Foto di repertorio

Un pomeriggio al mare sfociato in minuti di puro terrore, prima del provvidenziale lieto fine. Tragedia sfiorata sul litorale romano, dove un bambino di 11 anni, residente a Fiumicino con la famiglia di origine cinese, ha rischiato di annegare nello specchio d’acqua vicino allo stabilimento «Il Veliero».

Momenti di panico a Fiumicino: un bambino di 11 anni travolto dalla corrente riabbraccia la madre grazie al coraggio dei bagnini

Erano da poco passate le 15 quando il giovanissimo si è tuffato in mare, raggiungendo un tratto compreso tra due scogliere. Un punto estremamente insidioso, già segnalato dai lifeguard per la presenza di forti correnti di risacca capaci di generare mulinelli pericolosi anche per i nuotatori più esperti. Intrappolato nel vortice a circa trenta metri dalla battigia, l’undicenne ha iniziato a annaspare e a gridare chiedendo aiuto.

I bagnini eroi

Ad accorgersi per primo del pericolo è stato l’assistente ai bagnanti Andrea Gasparini, che si è tuffato senza esitare raggiungendo il giovane a nuoto. La forza del mare, tuttavia, spingeva entrambi verso le rocce, rendendo impossibile il rientro a riva. Determinante è stato l’intervento di Jacopo Contino, bagnino del vicino stabilimento «Tirreno», giunto in supporto con un salvagente e una fune di recupero, e del collega Flavio Silvestri.

Grazie al lavoro di squadra e all’aiuto di alcuni bagnanti che dalla spiaggia hanno tirato la corda, i due soccorritori e il ragazzo sono riusciti a guadagnare la battigia tra gli applausi sollevati dalla folla presente sull’arenile.

Affidato subito alle cure dei volontari della Croce Rossa, l’undicenne è apparso fortemente scosso ma in buone condizioni di salute. Dopo un lungo riposo su un lettino, ha potuto lasciare la spiaggia accompagnato dalla madre, in lacrime ed emozionata per l’incubo scampato.