Paura al Tuscolano, 80enne crolla a terra per un malore: i Vigili del Fuoco lo strappano alla morte con il DAE

Il cuore dell'anziano si ferma durante una passeggiata ma il malore avviene nei pressi della sede dei Vigili del Fuoco: l'intervento istantaneo gli riattiva le funzioni vitali

Momenti di paura alle 10:00 circa di oggi, 22 luglio, nei pressi dell’ingresso della sede di Tuscolano II a Roma. Un improvviso e gravissimo malore, trasforma la normale passeggiata di un 80enne in una drammatica corsa contro il tempo per salvare una vita umana.

Il cuore dell’anziano si ferma durante una passeggiata ma il malore avviene nei pressi della sede dei Vigili del Fuoco: l’intervento istantaneo gli riattiva le funzioni vitali

Un uomo nato nel 1942 sta transitando a piedi a pochissima distanza dall’ingresso della struttura. All’improvviso, senza alcun preavviso, viene colto da un malore sdegnoso che lo fa crollare a terra sull’asfalto. L’anziano perde immediatamente i sensi, accasciandosi inerme a pochi metri dal presidio dei soccorritori.

La gravità del quadro clinico appare immediata e disperata: le funzioni vitali dell’uomo si interrompono bruscamente, facendo precipitare la situazione in un’emergenza assoluta dove ogni singolo secondo di ritardo può risultare fatale per la sua sopravvivenza.

L’intervento immediato del Nucleo SAF

A lanciare l’allarme e ad agire all’istante è il personale dei Vigili del Fuoco del Nucleo SAF (Speleo-Alpino-Fluviale). Notata la scena drammatica a ridosso della sede, gli specialisti non perdono un solo istante. Con una prontezza operativa straordinaria, i soccorritori coprono la distanza che li separa dal corpo immobile dell’anziano, precipitandosi sul posto con le apparecchiature di primissimo intervento. Consapevoli che il quadro richiede una manovra rianimatoria immediata, gli operatori mettono subito in atto le procedure di emergenza per tentare l’impossibile e strappare l’uomo a un destino segnato.

La scossa del DAE e la ripresa dei parametri

Sul posto viene piegata e azionata senza indugio la tecnologia salvavita in dotazione: il defibrillatore semiautomatico esterno (D.A.E.). Gli specialisti del SAF posizionano le piastre sul torace dell’ottantaduenne e avviano le manovre di rianimazione cardio-polmonare.

La scarica elettrica e la precisione dell’intervento coordinato producono l’effetto sperato. Tra la tensione dei presenti, il cuore dell’uomo riprende a battere e le sue funzioni vitali si riattivano. La tempestività d’azione dei Vigili del Fuoco trasforma quello che sembrava un tragico epilogo in una speranza concreta di salvezza.

La corsa in ospedale

Pochi minuti dopo la rianimazione, a consolidare l’intervento giunge sul posto il personale sanitario del 118. I medici e i paramedici stabilizzano ulteriormente il paziente, ormai cosciente e con i parametri vitali ripristinati grazie al primo soccorso prestato dai Vigili del Fuoco.

L’uomo viene preso in carico ed emotivamente rassicurato, per poi essere caricato d’urgenza a bordo dell’ambulanza, dove i sanitari hanno disposto il trasporto immediato presso il pronto soccorso più vicino, dove l’anziano è stato ricoverato per ricevere le cure.