Gabbiani attaccano padroni di casa a Roma: rimosso il nido (VIDEO)

Dai tetti ai marciapiedi, i gabbiani "occupano" la Capitale: cittadini sotto attacco a San Giovanni. Il primo intervento sperimentale di Andrea Lunerti

Sos gabbiani a Roma. Non sono più i “re del mare”, ma i padroni assoluti dei cieli e delle strade della Capitale. L’identikit del nuovo frequentatore dei cassonetti capitolini è ormai inconfondibile: piume bianche e grigie, apertura alare imponente e un becco ricurvo dalla punta rossa.

Dai tetti ai marciapiedi, i gabbiani “occupano” la Capitale: cittadini sotto attacco a San Giovanni. Il primo intervento sperimentale di Andrea Lunerti

I gabbiani reali hanno colonizzato la città, trasformando terrazzi e marciapiedi in trincee urbane e sollevando una complessa questione di convivenza, igiene e sicurezza.

L’ultimo caso un terrazzo “occupato” in via Olbia nel quartiere San Giovanni e trasformato in una trincea, in una convivenza diventata ormai impossibile che ha richiesto l’intervento d’urgenza del noto naturalista Andrea Lunerti. Una coppia di gabbiani reali aveva scelto il tetto di un appartamento privato per nidificare, ma con la nascita dei pulcini l’istinto di protezione degli animali ha preso il sopravvento, scatenando il panico. I padroni di casa non potevano più nemmeno affacciarsi sul terrazzo.

I gabbiani, infatti, hanno iniziato ad attaccare ripetutamente i proprietari di casa con picchiate e versi minacciosi, rendendo il balcone totalmente inagibile e i residenti virtualmente ostaggi tra le proprie mura.

L’amministratrice dello stabile ha tentato di posizionare i classici dissuasori, ma ogni tentativo è risultato inutile di fronte all’aggressività della specie.

L’intervento ad alta quota

Solo l’intervento di Lunerti ha risolto (per ora) la complessa e pericolosa situazione. “Per rimuovere il nido abbiamo dovuto aspettare che i cuccioli fossero non solo capaci di volare ma anche un minimo indipendenti“, ha spiegato l’esperto, che ha operato con la massima cautela per garantire la sicurezza degli inquilini e la tutela dei gabbiani.

Bisogna rimuovere i siti di nidificazione. Una operazione senza precedenti e difficoltosa. Occorrono innanzitutto le certificazione per i lavori in alta, mai improvvisarsi. I gabbiani sono molto aggressivi per difendere la loro casa e dove intendono dar luce ai loro cuccioli“. 

Il primo intervento sperimentale potrebbe diventare una soluzione. “In poche ore ho ricevuto decine di chiamate,. E non solo da Roma, anche da altre città d’Italia“, ha spiegato Andrea Lunerti. Che specifica però: “Non basta la rimozione dei nidi, il luogo va messo a tutela con reti di protezioni. Altrimenti i gabbiani potrebbero presto tornare“.

Non solo San Giovanni

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Ma il caso di San Giovanni è solo la punta dell’iceberg di un’emergenza che sta piegando l’intera Capitale.

I gabbiani reali, attirati dalla disponibilità di cibo, hanno abbandonato i litorali per colonizzare il centro urbano, mutando radicalmente le proprie abitudini. Oggi sono i veri “re dei cassonetti”.

Agganciano i sacchi dell’immondizia dalle feritoie, li trascinano sui marciapiedi al riparo dalle auto e li squarciano, disperdendo i rifiuti per selezionare gli avanzi migliori delle tavole romane. Il risultato è un disastro per il decoro e una bomba igienico-sanitaria, poiché i cumuli attirano topi e insetti.