Bagni della Ficoncella ancora chiusi, il Comitato civico teme speculazioni da parte del Comune e adirà le vie legali

Bagni della Ficoncella chiusi da settimane, per riaprire basterebbero pochi adeguamenti ma si temono manovre per la privatizzazione del sito ceduto al Comune nel pubblico interesse

I Bagni della Ficoncella sono chiusi ormai da settimane al pubblico ma il Comune di Civitavecchia, che ne aveva promesso la rapida riapertura tace, senza fornire risposte neppure al Comitato Ficoncella Libera costituito da 1200 persone fermamente intenzionate a tutelare le finalità sociali della piccola struttura termale.

Bagni della Ficoncella chiusi da settimane, per riaprire basterebbero pochi adeguamenti ma si temono manovre per la privatizzazione del sito ceduto al Comune nel pubblico interesse

Il terreno su cui sorgono le vasche -dice Stefania Meniconi, presidente del Comitato- è stato a suo tempo ceduto a un prezzo simbolico all’amministrazione locale affinché ne estendesse l’uso a tutta la cittadinanza. Si tratta di acque termali vere e proprie che sgorgano dal sottosuolo a una temperatura di 40/45 gradi e che hanno proprietà terapeutiche certificate al costo di due euro per persona con servizi ovviamente minimi per l’accesso alle toilette e agli spogliatoi”.

Dopo le prime rassicurazioni che ci sono state date dall’ente locale circa un pronto ripristino dell’accesso al pubblico si è alzato un muro di silenzio.  Non è una questione politica -puntualizza Meniconi- ma c’è il sospetto che la Ficoncella a questo punto possa essere privatizzata e venduta a chi la gestirà con metodi molto lontani dalle finalità sociali cui per anni è stata destinata”.

Timori sul vero destino dell’impianto termale

Quello della dismissione del sito è un timore tutt’altro che infondato anche perché, mentre la precedente amministrazione di centro destra ne aveva affidato la gestione e la manutenzione a Civitavecchia Servizi Pubblici (Csp), quella attuale, a trazione Pd e M5S, ha inserito i Bagni in un fondo immobiliare che consente a Comune la cessione dei cespiti acquisiti sul mercato pur mantenendo una quota del 50% del bene.

Daremo battaglia a qualsiasi ipotesi che non sia quella della restituzione dei Bagni alla collettività -incalza Meniconi- anche perché tra chi aderisce al nostro Comitato ci sono persone che risiedono a Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino ma anche sul litorale romano.

In una riunione in programma questa settimana formalizzeremo l’incarico a un legale affinché tuteli le finalità pubbliche della struttura e garantendo il rispetto del diritto alla trasparenza amministrativa faccia luce sulle reali intenzioni dell’amministrazione comunale. Amministrazione che in prima battuta, per voce dell’assessore pentastellato competente, ci aveva dato ampie rassicurazioni sul mantenimento dello status quo”.

La chiusura e le fasi successive

La chiusura dei Bagni era scattata in seguito a un malore accusato da una persona anziana mentre si trovava in una delle vasche. Effettuati gli accertamenti previsti in questi casi la Asl Roma 4 aveva autorizzato la riapertura della struttura, comunque in attesa di opere di risanamento più ampie sugli scarichi dell’acqua, a condizione che venissero adottati alcuni accorgimenti per rendere il luogo sicuro dal punto di vista della balneazione. In pratica sarebbe bastato attivare un presidio di vigilanza attiva affidato a enti senza scopo di lucro per restituire la piena fruibilità delle vasche.

Ma questi accorgimenti posti in capo alla municipalizzata che ha rilevato l’impianto non sono stati mai adottati. Anche perché a dicembre scadrà la concessione posta in capo a Civitavecchia Servizi Pubblici incaricata di gestire l’impianto.

Abbiamo sentito voci ufficiose secondo cui l’amministrazione avrebbe ricevuto progetti per la realizzazione di strutture termali private anche nell’area della Ficoncella -sottolinea la presidente del Comitato- e adesso pretendiamo chiarezza. Non ci fermeremo sino a quando il problema non sarà risolto. Siamo anche disponibili ad avviare una raccolta fondi per rilevare un’opera pubblica che deve mantenere la sua sostanziale gratuità. E se serve tappezzeremo di lenzuola bianche i balconi di Civitavecchia per denunciare a tutti quanto sta accadendo”.

Le criticità rilevate

I sigilli sui Bagni della Ficoncella erano stati apposti fino a nuovo avviso alla fine dello scorso mese di luglio.

A far scattare le verifiche era stato un esposto presentato nei mesi scorsi e il più recente malore di un ottantenne all’interno delle terme. Le contestazioni sollevate dalla Asl Roma 4 si erano, tuttavia, concentrate sull’assenza dell’assistente bagnanti, sulle carenze nella cartellonistica di sicurezza, sulla mancanza di personale abilitato alle manovre di rianimazione con defibrillatore (BLSD) e sull’assenza di una postazione attrezzata per il primo soccorso.

Ma è anche vero che alla Ficoncella la presenza di un assistente bagnante non era mai stata contemplata e che l’impianto aveva sempre funzionato sulla base di regole e modalità difformi da quelle di una piscina tradizionale. I rimedi ci sono. E il Comitato Ficoncella Libera è intenzionato a fare in modo che vengano rispettati per far riaprire le piccole terme al pubblico.

Se ei interessato ad approfondire gli argomenti trattati in questo articolo clicca sulle parole chiave colorate in arancione e accedi alla banca dati di canaledieci.it.