Malore in mare a Ostia, corsa contro il tempo per salvare un 82enne al largo

Un anziano accusa un malore in mare a Ostia a cento metri dalla riva: salvato, viene trasportato in condizioni gravi all'ospedale Grassi

Un anziano accusa un malore in mare a Ostia a cento metri dalla riva: salvato, viene trasportato in condizioni gravi all'ospedale Grassi
Foto di archivio

Un malore in acqua a Ostia si trasforma in una corsa contro il tempo: un anziano rischia di annegare a cento metri dalla riva, salvato in extremis da un bagnino e da un bagnante.

Un anziano accusa un malore in mare a Ostia a cento metri dalla riva: salvato, viene trasportato in condizioni gravi all’ospedale Grassi

Sono le 15:00 circa, di oggi. La spiaggia del secondo cancello, a fine agosto, è ancora affollata e in molti cercano refrigerio in acqua. Tra questi c’è un uomo di 82 anni, risultato poi cardiopatico, che si trova a circa cento metri dalla riva. E’ uno de tanti ma, all’improvviso, per lui le cose si complicano quando accusa un malore. L’uomo non riesce più a tenere la testa fuori dall’acqua.

Un bagnante nelle vicinanze se ne accorge e interviene subito, restando accanto all’82enne mentre i soccorsi si organizzano dalla riva, nel tentativo di tenerlo a galla in attesa di aiuto.

L’intervento di salvatgaggio

Sul posto arriva anche Silvano Terenzio, bagnino e presidente dell’associazione degli assistenti bagnanti del Lazio, che entra prontamente in acqua con il pattino di salvataggio. Raggiunge l’uomo con grande rapidità, lo carica a bordo del pattino e lo riporta a terra. A quel punto scatta l’assistenza collettiva. Persone presenti sulla spiaggia e i colleghi dell’assistente bagnante si occupano insieme dell’82enne fino all’arrivo dei soccorsi sanitari, restando con lui e tenendolo sotto controllo in attesa dell’ambulanza.

Il trasporto al Grassi

Sul posto arrivano ambulanza e auto medica. I sanitari  prestano i primi soccorsi e prendono in carico l’uomo, che viene poi trasportato all’ospedale Grassi, in condizioni gravi. L’operazione si è chiusa grazie al coordinamento tra il bagnino, il bagnante che ha dato l’allarme e chi si trovava già sulla spiaggia, ciascuno intervenuto nel momento in cui la propria presenza poteva davvero fare la differenza.