Lidi occupati dai senza dimora. L’incendio, non si esclude doloso, di oggi sabato 6 luglio allo stabilimento Oasi posto sotto sequestro e diventato ricovero dei clochard, riapre una piaga da tempo ricorrente sul litorale romano. Ma il Comune di Roma, per ammissione dello stesso sindaco Roberto Gualtieri, “non ha risorse economiche per garantire un servizio di vigilanza attiva a tutela degli impianti balneari privi di concessionario o su cui sono stati apposti i sigilli”.
Lidi occupati dai senza dimora Gualtieri alza le mani, non ci sono risorse per tutelarli da incendi e occupazioni abusive ma solo quelle per demolirli
Non sembra esserci dunque via di uscita da un copione ormai monotono e ripetitivo su Lido di Roma se non fosse che a farne le spese fossero i cittadini romani e i bagnanti che, oltre al danno della mancanza di servizi e di marinai di salvataggio nei tratti di mare diventati ricovero per senza dimora pagheranno la beffa dei costi delle attività di bonifica come già avvenuto per Village e Aneme e core. Le ruspe per eliminare i detriti di quest’ultimo sono entrate in azione quasi un anno fa.
Il destino dello Shilling e del Kursaal
Il sindaco, in occasione della conferenza stampa sulla “Riqualificazione del litorale” tenutasi in mattinata a Castel Porziano ha annunciato che “con l’aggiustamento di bilancio previsto a metà estate, non prima degli inizi di agosto, saranno reperite le risorse economiche per procedere alla demolizione delle strutture pericolanti dello Shilling e dello Sporting Beach che -ha anticipato il primo cittadino- diventeranno spiagge libere”.
A pagare saranno i cittadini
Costi aggiuntivi destinati a gravare sulle tasche dei contribuenti e che non permettono di risolvere la questione principale.
Vale a dire quella di mettere sotto tutela le strutture che sono state chiuse o sequestrate per le più disparate ragioni, per ridurre l’impatto dei danni conseguenti al loro progressivo degrado e della presenza al loro interno di senza dimora esposti al rischio anche involontario di provocare incendi e in ogni caso privi di forme di assistenza sociale degne di questo nome.
Gualtieri in merito è stato chiaro l’unica forma di controllo preventivo che il Campidoglio è in grado di assicurare deriva dall’”incremento dei passaggi e dei pattugliamenti da parte della polizia locale nei locali delle strutture balneari che hanno chiuso i battenti”. Come l’equivalente di aver tentato di svuotare il mare con un secchiello.
Il piano delle demolizioni
Le prossime mosse sul piano della riqualificazione di un litorale riguarderanno la rimozione delle rovine che fanno da sfondo alla Fontana dello Zodiaco alla fine della Cristoforo Colombo finanziando gli “interventi di messa in sicurezza degli stabilimenti danneggiati dall’erosione costiera e la demolizione delle strutture” fatiscenti dello “Sporting beach e dello Shilling in collaborazione con la Prefettura e i Vigili del Fuoco” e successivamente destinate ad arenili ad accesso libero.
Un passo concreto, ma oggettivamente tardivo, soprattutto se si considera che Gualtieri ha riconosciuto l’importanza del valore intrinseco per la collettività di uno stabilimento storico come il Kursaal, un tempo simbolo della Dolce Vita romana e famoso in tutto il mondo per la sua piscina olimpionica e il trampolino progettato dall’architetto Pier Luigi Nervi.
“Un bene che appartiene alla città e a tutti i suoi abitanti”, ha chiosato il sindaco.
Ma allora sorge spontanea una domanda. Perché per il Kursaal –come proposto dall’architetto Giuliano Fausti in un intervista a canaledieci.it- ma anche per altre strutture lasciate al loro destino come la Casetta, anch’essa teatro di occupazioni abusive e di incendi (l’ultimo il 12 aprile scorso), l’amministrazione capitolina non ha ritenuto opportuno sollecitare la mobilitazione dell’esercito? Non sono poche, del resto, le pattuglie di militari già impiegate in compiti di sorveglianza in altri luoghi della città che potrebbero impedire l’ulteriore scempio di strutture già devastate dalla forza del mare.
Il punto sui chioschi di Castel Porziano
Gualtieri ha poi fatto il punto sulla situazione dei chioschi di Castel Porziano oggetto lo scorso anno di una procedura pubblica di affidamento tramite una gara cui avevano preso parte 13 soggetti inclusi i gestori uscenti.
La stagione balneare 2026 è iniziata regolarmente il primo maggio al completo di tutti i servizi pubblici di salvataggio a mare, pulizia degli arenili, food and beverage e toilette a ridosso delle spiagge libere.
Nell’elenco degli interventi realizzati dagli uffici competenti del Campidoglio figurano, tra l’altro, il potenziamento delle luci, la riqualificazione degli accessi e la cura del verde da parte di Ama Roma in un’area soggetta a tutela paesaggistica e ambientale. Gli addetti hanno proceduto alla rimozione di erba infestante da strade, passerelle e accessi e dei rami nonché delle piante pericolanti.
Presso tutti i cancelli di Castel Porziano è stato completato un nuovo impianto di illuminazione pubblica a opera di Acea con 231 corpi a basso consumo e l’installazione di un sistema di videosorveglianza integrato da 117 telecamere per un totale di 53 pali e altre 7 per la lettura delle targhe delle automobili.
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