Al via la demolizione dello stabilimento balneare ‘Aneme e Core’ di Ostia

Il Campidoglio ha dato ordine di abbattere lo stabilimento balneare Aneme e Core nato dalla trasformazione del cantiere nautico Marini sorto nel Dopoguerra

Al via i lavori per la demolizione dello stabilimento balneare Aneme e Core di Ostia. A nulla sono valse le proteste di chi, anche mostrando i documenti che autorizzavano oltre venti anni fa la trasformazione dell’ex cantiere nautico Marini, chiedeva di risparmiare la piccola struttura balneare, ultimo caposaldo di servizi di qualità sulle spiagge di Ostia ponente.

Il Campidoglio ha dato ordine di abbattere lo stabilimento balneare Aneme e Core nato dalla trasformazione del cantiere nautico Marini sorto nel Dopoguerra

Da domattina, lunedì 4 agosto, un plotone di operatori ecologici dell’Ama si muoverà nello stabilimento balneare di lungomare Paolo Toscanelli per portare via su tre scarrabili tutte le attrezzature rimovibili. Immediatamente dopo entreranno in azione le ruspe. Non è noto il costo dell’operazione voluta dall’assessorato comunale al Demanio e Patrimonio e dal sindaco Roberto Gualtieri in persona. L’obiettivo che il primo cittadino ha annunciato nel corso della sua visita di domenica scorsa 27 luglio, culminata con una vivace contestazione, è quello di realizzare una nuova spiaggia libera.

La storia dello stabilimento Aneme e Core

Quello che si va a demolire è il frutto della trasformazione di un cantiere nautico sorto nell’immediato dopoguerra nel punto esatto in cui si trova lo stabilimento balneare. In quel cantiere si facevano lavori di manutenzione alle barche e si sistemavano i pattini di salvataggio fino agli anni Settanta quando la struttura venne abbandonata diventando ricettacolo di degrado. Una foto aerea del 1957 ne mostra la conformazione.

Al via la demolizione dello stabilimento balneare 'Aneme e Core' di Ostia 1
La determina dirigenziale con la quale nel 2003 il Comune di Roma autorizza la trasformazione del cantiere nautico Marini in stabilimento balneare – canaledieci, divieto di riproduzione

Una delle testimonianze delle condizioni in cui ha versato per diversi anni l’ex cantiere nautico arriva da alcune riprese del film “Desiderando Giulia” del 1986, regia di Andrea Barzini: la protagonista Serena Grandi e l’interprete maschile Johan Leysen affrontano il dialogo della scena tra relitti di barche e una mezza discarica.

Nei primi anni del Duemila un privato si interessa a quella concessione demaniale, fa richiesta e la ottiene regolarmente. Nel 2003 lo stesso privato chiede e ottiene dal IX Dipartimento del Comune di Roma il cambio di destinazione d’uso del fabbricato da cantiere nautico a stabilimento balneare. Il 28 aprile 2005 una perizia asseverata consegnata al Tribunale di Ostia certificava che lo stabilimento balneare Aneme e Core era costituito da “un corpo di fabbrica in muratura di 117 mq circa con le seguenti destinazioni d’uso: anti-cucina e cucina, attività di ristorazione-bar, servizi igienici; aree coperte di servizio per ristoro di circa 112 mq; aree di servizio fisso a cielo aperto (superficie di 60,15 mq di depositi realizzati in legno di facile rimozione)” e altri servizi.

A luglio 2016 esplode lo scandalo legato alla bancarotta della società portuale di Ostia Ati e la Guardia di Finanza accerta che la concessione dello stabilimento Aneme e Core rientri nelle disponibilità del patron del porto, Mauro Balini. Per questo motivo se ne attua il sequestro seguito dalla confisca e dall’affidamento all’Agenzia nazionale dei beni confiscati che a sua volta lo affida a una società.

A febbraio di quest’anno il Campidoglio comunica all’Agenzia l’abusivismo dello stabilimento che viene abbandonato al suo destino, diventando ricettacolo di sbandati de senza fissa dimora.

Consiglio straordinario in Municipio

A cercare di fare luce sulla regolarità degli atti della trasformazione dell’ex cantiere nautico in stabilimento balneare e, quindi, sulla presenza di un titolo edilizio autorizzato, doveva essere il Consiglio Straordinario dedicato dal X Municipio allo stato di gestione delle spiagge di Ostia. Messo in programma per il 24 luglio, è stato annullato per dare modo di partecipare a quello sullo stesso tema che si è tenuto il 25 luglio in Campidoglio nel quale, però, la questione Aneme e Core non è stata minimamente sfiorata.

La Conferenza dei capigruppo del X Municipio avrebbe dovuto individuare un’altra data utile ma venerdì scorso il colpo di scena: il Consiglio straordinario si potrà tenere solo a settembre quando ormai la stagione balneare sarà finita e, soprattutto, quando l’Aneme e core non ci sarà più.