Ha rappresentato per decenni l’immagine di Roma al mare, della sua capacità architettonica, della sua abilità edilizia. Nel Kursaal, il trampolino a forma di K ed il ristorante a forma di fungo, opere frutto del genio di Attilio Lapadula e Pierluigi Nervi, segni identificativi di eleganza e stile, hanno fatto da sfondo alle vacanze romane e a un’infinità di film. Oggi, tutto questo non c’è più. Il Kursaal è morto.
L’architetto Giuliano Fausti chiede allo Stato di difendere lo stabilimento balneare Kursaal contro i vandali: “Le preziose opere di Lapadula e Nervi distrutte dai vandali. Chi paga?”
Le immagini sono impietose. I vandali hanno devastato ogni angolo del Kursaal. Senza dimora vi hanno allestito i loro giacigli. L’abbandono della concessione demaniale, stretta tra lacciuolo burocratici, e l’erosione costiera hanno fatto da prologo. Il disinteresse del Campidoglio nella tutela del bene pubblico è stato il colpo di grazia.
Il valore architettonico del Kursaal
“Lo stabilimento balneare Kursaal – sottolinea Giuliano Fausti, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma – è un’opera architettonica di immenso valore. Rappresenta l’ultimo vero atto di impegno verso Ostia nell’ambito delle opere legate alla riqualificazione di Roma con le Olimpiadi del 1960. Erano i tempi nei quali c’era un grande sforzo di valorizzazione di questa parte della Capitale: non è un caso che a quell’epoca c’erano corse dirette della Metro da Termini fino a Ostia dove erano state aperte da poco le stazioni di Castelfusano e Cristoforo Colombo”.
Il progetto del Kursaal, redatto dall’architetto Attilio Lapadula e presentato in Campidoglio nel 1950, mostra fin dall’inizio l’obiettivo di realizzare un impianto di lusso, elegante e con strutture all’avanguardia. Alla costruzione contribuì l’ingegner Pier Luigi Nervi. Merita di essere sottolineato quali fosse questi grandi protagonisti dell’operazione. Attilio Lapadula è l’autore, tra le altre progettazioni, del Ministero della Sanità all’Eur, Grand Hotel Leonardo da Vinci a Roma, della sede Enel di piazza Verdi (Roma), sede della Regione Lazio alla Pisana (ex Scabrinianum), Clinica malattie infettive di Padova, sede Siemens a Roma, sede della Procter & Gamble alla Ferratella. Altrettanto pregiato è il curriculum di Pier Luigi Nervi: si ricordano il Teatro Augusteo di Napoli, lo stadio di Firenze (oggi Artemio Franchi), tettoia ex mercato ortofrutticolo di Bologna, palazzo dell’Unesco a Parigi, stazione di Napoli Centrale, il Pirellone di Milano (con Gio Ponti), Palazzetto dello sport di viale Tiziano (con Vitellozzi), hangar Alitalia dell’aeroporto di Fiumicino, stadio Flaminio di Roma, Palazzo dello Sport Eur (con Piacentini), viadotto corso Francia (con Moretti), Palazzo del Lavoro di Torino, stazione bus di New York, palazzetto dello sport di Torino (con Vitellozzi), torre della Borsa di Montreal (con Moretti) e Aula delle udienze pontificie in Vaticano.


Le unicità del Kursaal
Il fulcro dello stabilimento balneare Kursaal di Ostia era rappresentato dalla “Rotonda”, l’edificio centrale adibito a bar, ristorante e salone delle feste. La costruzione era circolare completamente vetrata e dotata sul retro delle cucine e dei locali di servizio. L’unicità era data dallo spazio interno: Pier Luigi Nervi progettò una volta nervata circolare autoportante simile a un fungo sostenuta da un unico pilastro centrale. Una pensilina a sbalzo appoggiata su pilastrini, completava l’opera all’esterno. Insomma, un’area luminosa, con vista verso il mare non interrotta da pilastri e particolarmente spettacolare con la luce notturna.
L’altra unicità che ha caratterizzato per oltre mezzo secolo il Kursaal è il trampolino a forma di K. Venne realizzato a partire dal 1952. L’opera in cemento armato, progettata da Attilio Lapadula e controllata dallo strutturista Pier Luigi Nervi, sulla sommità presentava un trampolino alto 10 metri, uno sottostante da 5 metri e due laterali elastici da 3 metri.


Nel 1974 il trampolino venne smantellato perché pericolante. Sarà ricostruito nel 1997, anno nel quale si realizzò un grande intervento di manutenzione straordinaria dell’intero stabilimento balneare. “Un restauro – commenta l’architetto Fausti – che ha sostanzialmente mantenuto e valorizzato gli aspetti architettonici dell’impianto”.
Il Kursaal divo del cinema
Come descritto sul volume Ostia set naturale, il Kursaal è stato ammirato e portato sul grande schermo da numerosi registi. Il èprimo a valorizzarlo fu Federico Fellini con I Vitelloni (1953). Alberdo Sordi, tra i protagonisti di quel film, c’era già stato due anni prima quando aveva girato (regia di Roberto Savarese e Vittorio De Sica) Mamma mia che impressione. Nel 1955 è Giovanna Ralli a tuffarsi da uno dei trampolini nel film Racconti romani: il.soggetto è di Alberto Moravia. Nel 1957 Dino Risi ci ambienta una lunga scena a bordo piscina con Maurizio Arena e Renato Salvatori in Belle ma povere. Due anni dopo Mario Soldati riprende Renato Rascel e Peppino De Filippo al Kursaal con Policarpo, ufficiale di scrittura. Nel 1960 e 1961 Marino Girolami propone tre film di stile balneare con scene al Kursaal: Caccia al marito, Ferragosto in bikini e Bellezze sulla spiaggia. Nel 1963 Vittorio Gassmann è su quella spiaggia per Il successo. Nel 1965 Marino Girolami si ripete con Veneri al sole. Nel 1971 una strepitosa interpretazione di Anna Magnani regala lunghe sequenze di quello stabilimento balneare nel film tv L’automobile.
Nel 1981 è Adriano Celentano nel film Innamorato pazzo, con Ornella Muti, a esibirsi da uno dei trampolini del Kursaal.
Innumerevoli sono stati gli spot pubblicitari che hanno scelto il Kursaal come location.

“Si chiami l’Esercito a proteggere quel bene prezioso”
“Dopo gli anni Cinquanta la spiaggia di Ostia non è più il luogo dove esercitare qualità architettonica – prosegue Giuliano Fausti – Si perdono i significati e ci si concentra sulla distanza tra gli ombrelloni e altre amenità. Il livello di distruzione è tale che siamo alla necessità di invocare l’intervento dell’Esercito. Perché lo Stato non ha difeso e continua a non tutelare una sua proprietà? Si considera confine di Stato solo quando si devono richiedere i permessi alla Dogana per ogni incombenza legata alle spiagge”.
“Si dirà che è colpa dei vandali. No, rispondo io – conclude Fausti – Esperimenti sociologici hanno ampiamente dimostrato che il vandalismo si accanisce quando trova degrado e abbandono. Il punto è che quella struttura, come molte altre sulle spiagge di Ostia, non ha futuro: chi paga per portare via le macerie? Chi investe somme spropositate per rimetterla in sesto?”.
E domenica 31 maggio il Giro d’Italia passerà proprio di fronte al Kursaal, sul lungomare di Ostia. Come farà il regista a oscurare quello scempio dalle riprese aeree?
Video di Emanuele Valeri

















