Dopo il Piper e l’Opus, chiuso un altro regno della notte: sigilli all’oasi e discoteca chic del Rione Monti

Le contestazioni dopo l'ispezione della Questura durata tutta la notte: sui canali ufficiali le dichiarazioni dei gestori del locale con le sue celebri serate discoteca 

La Capitale serra i ranghi sulla sicurezza nei luoghi del divertimento notturno e, nelle ultime ore, la Polizia ha eseguito il sequestro preventivo del locale Sanctuary Eco Retreat, l’esclusivo club incastonato tra i resti archeologici di Colle Oppio.

Le contestazioni dopo l’ispezione della Questura durata tutta la notte: sui canali ufficiali le dichiarazioni dei gestori del locale con le sue celebri serate discoteca

Il provvedimento, che segue una serie di ispezioni mirate, non è un fulmine a ciel sereno ma il culmine di una strategia di monitoraggio che non ammette deroghe alle planimetrie ufficiali, che ha portato all’ennesimo sequestro preventivo del locale diventa l’unico strumento per prevenire potenziali tragedie.

Gli ultimi fatti: sigilli all’alba e polemiche social

L’operazione è scattata in modo chirurgico durante il weekend. Mentre la musica era ancora nel vivo, gli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma sono entrati in via delle Terme di Traiano, planimetrie alla mano. Il controllo, protrattosi per diverse ore, si è concluso intorno all’alba con l’apposizione dei sigilli sui cancelli principali, parzialmente occultati dalla fitta vegetazione del parco.

Immediata la reazione dei responsabili che, via social, hanno cercato di rassicurare la clientela con una nota stringata: “The Sanctuary Roma rimarrà temporaneamente chiuso. Vi aggiorneremo al più presto sulle date di riapertura”.

Tuttavia, la ripartenza non sarà immediata: il provvedimento è ora al vaglio del GIP per la convalida, e i tempi della giustizia amministrativa potrebbero non coincidere con quelli della stagione estiva ormai alle porte.

Il sigillo della Questura: la conferma del sequestro preventivo

Le contestazioni mosse dalla Questura sono pesanti e vertono su due aspetti: il sovraffollamento e le difformità edilizie, con l’evidenza plastica della chiusura, impressa su un foglio bianco affisso ai cancelli di via delle Terme di Traiano e parzialmente celato dalla vegetazione di Colle Oppio.

Sul cartello, protetto da una pellicola trasparente, campeggia la dicitura formale che non lascia spazio a interpretazioni: il locale è stato ufficialmente sottoposto a sequestro preventivo ai sensi dell’articolo 321 del Codice di Procedura Penale.

Il provvedimento, datato 19 aprile 2026, certifica il blocco immediato delle attività per impedire che la disponibilità degli spazi — ritenuti non a norma per difformità strutturali e rischi di sovraffollamento — possa aggravare le criticità riscontrate durante l’ispezione.

In calce, l’articolo 349 del Codice Penale ricorda le sanzioni per chiunque osi violare i sigilli, a testimonianza della linea di estrema fermezza adottata dalle autorità capitoline nella gestione della sicurezza dei grandi locali notturni.

L’effetto Crans-Montana e la stretta di Piantedosi

Il sequestro del Sanctuary non è un caso isolato. Roma sta vivendo una vera e propria “operazione sicurezza” che ha già colpito pilastri della movida come il Piper e l’Opus Club. Un’accelerazione nelle ispezioni, espressamente richiesta dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi all’indomani della tragedia della discoteca di Crans-Montana, in Svizzera.

Quel drammatico evento ha riacceso i riflettori globali sulla sicurezza dei grandi assembramenti indoor, spingendo Prefettura e Questura a non tollerare più la minima discrepanza burocratica o strutturale.

I precedenti al Sanctuary: mille persone nonostante i divieti anti-Covid

Nel pieno dell’emergenza sanitaria, il Sanctuary finì nel mirino della Polizia Locale per una massiccia violazione delle norme di sicurezza.

Durante un blitz in borghese all’inizio dei mese di settembre 2021, gli agenti scovarono circa mille persone ammassate a ballare in via delle Terme di Traiano, in totale spregio del distanziamento e del divieto di attività danzante. L’intervento portò alla chiusura immediata del locale per cinque giorni e a pesanti sanzioni amministrative.

L’episodio fu il più eclatante di un weekend di controlli che fruttò multe per 50mila euro, confermando la natura recidiva della struttura rispetto alle autorizzazioni e alla tutela della salute pubblica.