Blitz dei carabinieri nelle piazze romane dello spaccio: di nuovo in carcere ex della Banda della Magliana (VIDEO)

Blitz dei carabinieri nelle piazze romane dello spaccio, tra gli arrestati un boss di spicco della mala romana

Blitz dei carabinieri nelle piazze romane dello spaccio: finisce di nuovo in carcere  insieme ad altre dodici persone Raffaele Pernasetti, ex della Banda della Magliana. 

Blitz dei carabinieri nelle piazze romane dello spaccio, tra gli arrestati un boss di spicco della mala romana

L’operazione scattata alle prime luci dell’alba di oggi, mercoledì 15 aprile, è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma che stanno dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura capitolina.

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Il provvedimento dispone la misura della custodia cautelare nei confronti di 13 persone, indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi e munizioni da guerra, ricettazione, lesioni personali gravi, estorsione, tentata rapina e tentato omicidio, alcuni dei quali aggravati dall’aver agito con modalità mafiose.

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Torna dunque dietro le sbarre uno dei più importanti esponenti dell’ex Banda della Magliana che, grazie alla sua vicinanza con alcuni autorevoli esponenti del clan Senese e di una cosca di ‘ndrangheta, è indiziato di aver agevolato l’attività di approvvigionamento della droga che veniva poi smerciata quartieri Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella di Roma.

Al centro dell’inchiesta figura, pertanto, lo storico leader della cosiddetta “batteria dei testaccini”.

L’uomo, una volta riconquistata la libertà, avrebbe riallacciato i fili di un rapporto antico, risalente ai primi anni ’80, con il vertice del clan Senese. Grazie al “benestare” dei napoletani, l’indagato avrebbe ottenuto il controllo delle operazioni illecite nei quartieri storici del centro e della periferia sud-ovest.

Il centro nevralgico di questa nuova rete non era un covo segreto, ma un ristorante di famiglia a Testaccio. Tra i tavoli e la cucina, dove il boss lavorava ufficialmente come cuoco, avvenivano incontri con esponenti della ‘ndrangheta e della malavita romana. Quello che l’organizzazione non sapeva, però, era che ogni strettoia di mano e ogni accordo venivano registrati dalle telecamere nascoste e dalle microspie degli inquirenti.

Ferimenti e omicidi

Il quadro che emerge non riguarda solo il narcotraffico, ma una ferocia punitiva che non ammette ritardi nei pagamenti. Il boss dell’ex Banda della Magliana è infatti indiziato di una violenta estorsione ai danni di un meccanico, debitore di 8 mila euro per una partita di droga. Dopo avergli puntato una pistola alla testa senza ottenere il denaro, il boss avrebbe ordinato una “lezione” esemplare.

Il 25 marzo 2024, in via Pian delle Torri alla Magliana, un commando di tre persone ha eseguito l’ordine: tre colpi di pistola alle gambe. Un agguato in pieno stile mafioso che segue di pochi mesi un altro fatto di sangue: l’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto a Corviale il 15 gennaio e i cui mandanti sono stati arrestati nel mese di aprile di quest’anno. A capo dell’organizzazione dedicata allo spaccio ci sarebbe infatti un altro volto noto della mala del Trullo, già gravemente indiziato di essere tra i mandanti del delitto Molè.

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