Si chiama truffa 419 e prende il nome dall’articolo 419 del codice penale nigeriano, Paese in cui è nato questo raggiro. Il modus operandi è semplice: far credere alla vittima di aver ricevuto una grossa somma di denaro, ma, guarda caso, per avervi accesso, bisogna sborsare dei soldi. Vediamo nel dettaglio come funziona.
L’allarme
La truffa, per quanto possa sembrare estremamente banale, ha mietuto un numero impressionante di vittime. E non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, tanto che le forze dell’ordine stanno cercando in tutti i modi di sensibilizzare i cittadini e non solo quelli anziani. La truffa infatti ha colpito persone di ogni età, anche ragazzi piuttosto giovani e, si spera, meno sprovveduti.
Come funziona
Il metodo è semplicissimo: si viene contattati su WhatsApp da un finto rappresentante legale che annuncia l’esistenza di una presunta eredità multimilionaria da parte di un parente – ovviamente sconosciuto. In alternativa, questa enorme eredità proviene a forma di donazione da qualcuno gravemente malato e in punto di morte.
La richiesta di soldi
Già queste premesse basterebbero per cancellare il numero e farsi una risata dato che “legali” e “avvocati”, come sappiamo, non contattano certo su WhatsApp, eppure tante persone abboccano. E non finisce qui perché una volta agganciata la preda il truffatore inizia con una richiesta inziale di soldi per pagare le spese di generalissimi e non meglio specificati “costi di gestione”. Il pagamento, ovviamente, è su conti internazionali. Da lì si avvia, a volte, una richiesta continua di soldi per potere avere accesso alla finta eredità.
Come difendersi
Per quanto la truffa possa sembrare quasi ridicola, sono molte le vittime in tutto il mondo. Ci sono infatti vari modi per tutelarsi. Innanzitutto non credere di essere eredi di parenti sconosciuti e diffidare sempre da chi propone ingenti somme di denaro, a maggior ragione se dietro un pagamento anticipato.




















