Una cuccia per cani trasformata nell’insospettabile cassaforte della droga e del denaro contante. A Roma, gli agenti della Polfer hanno arrestato in flagranza un pusher con precedenti specifici, sorpreso a nascondere centinaia di grammi di cocaina e migliaia di euro all’interno dell’alloggio dell’animale durante una fulminea irruzione domestica.
Il racket della polvere bianca “protetto” dal cane di casa e allestito nell’abitazione degli anziani genitori: smantellato il business di un trafficante di droga
L’operazione antidroga si è sviluppata a partire dalle ordinarie attività di vigilanza e prevenzione dei reati che la Polizia Ferroviaria esegue quotidianamente nei punti nevralgici della Capitale. Durante alcuni controlli mirati lungo la rete ferroviaria cittadina, l’attenzione degli agenti del Compartimento Polfer per il Lazio si è concentrata sui movimenti di un uomo, la cui presenza in quell’area appariva ingiustificata.
Il soggetto in questione era peraltro una figura già nota alle forze dell’ordine, potendo vantare sul proprio conto una serie di precedenti specifici legati proprio al mondo degli stupefacenti. L’atteggiamento palesemente nervoso e i continui sguardi elusivi dell’individuo hanno spinto i poliziotti a non limitarsi a una semplice identificazione di routine, decidendo al contrario di avviare un accurato servizio di osservazione e di monitorare a distanza ogni suo successivo spostamento sul territorio capitolino.
Il via vai nell’appartamento
L’attività di pedinamento e appostamento ha condotto gli investigatori della Polizia Ferroviaria fino a uno stabile residenziale, rivelatosi poi essere l’abitazione dei genitori dell’indagato. Posizionati in punti strategici, i poliziotti hanno iniziato a documentare un insolito e frenetico via vai di persone che si ripeteva con preoccupante regolarità a diverse ore del giorno.
I presunti clienti arrivavano nei pressi del palazzo, entravano nell’androne principale e utilizzavano l’ascensore condominiale per raggiungere il piano corretto. Una volta dentro l’appartamento della famiglia, i visitatori rimanevano all’interno soltanto per pochissimi minuti, il tempo strettamente necessario per concludere la transazione rapida, per poi scendere nuovamente e allontanarsi a passo spedito verso le strade limitrofe, tentando di confondersi tra i passanti e di non dare nell’occhio.
L’irruzione e il bizzarro nascondiglio
I riscontri accumulati nel corso dei servizi di appostamento hanno fornito agli agenti elementi sufficienti per ritenere che all’interno di quelle mura domestiche fosse stata allestita una vera e propria base logistica per lo spaccio al dettaglio.
Per questo motivo, i poliziotti della Polfer hanno deciso di abbandonare la fase di osservazione per far scattare il blitz e fare irruzione nell’appartamento. Alla vista improvvisa degli operatori delle forze dell’ordine, l’uomo è stato colto da un momento di evidente panico e ha tentato un disperato gesto dell’ultimo minuto per liberarsi del materiale compromettente e scampare alle proprie responsabilità .
Pensando di sfruttare la distrazione degli agenti, il 30enne ha afferrato un grosso pacco e lo ha gettato con forza direttamente all’interno della cuccia del cane presente nell’abitazione, sperando che quel luogo insolito potesse sfuggire a una perquisizione ravvicinata.
Il sequestro e la convalida
La manovra repentina non è sfuggita agli occhi attenti dei poliziotti, che hanno immediatamente recuperato l’involucro dal rifugio dell’animale domestico prima che questo potesse essere occultato definitivamente.
All’interno del pacchetto gli agenti hanno scoperto e recuperato una somma pari a circa 6.500 euro in banconote di vario taglio, ritenuta il provento dell’attività illecita di spaccio svolta fino a quel momento. Insieme ai soldi erano custoditi circa 300 grammi di cocaina purissima, oltre a tutta la strumentazione classica per la pesatura e il confezionamento delle singole dosi destinate al mercato.
Tutto il materiale rinvenuto, sia il denaro sia la sostanza stupefacente, è stato posto sotto sequestro giudiziario per le successive analisi tecniche. Per il pusher sono scattate inevitabilmente le manette e l’autorità giudiziaria, dopo aver convalidato formalmente l’arresto, ha disposto per lui la misura cautelare dei reclusione domiciliare in attesa del processo.

















