Un risveglio di puro terrore ha sconvolto il centro di Marcellina, dove un uomo ha tentato di sgozzare il figlio 21enne mentre dormiva. Il giovane pakistano, è riuscito miracolosamente a difendersi e a fuggire in strada richiamando i soccorsi, prima di essere trasportato d’urgenza all’ospedale di Tivoli.
L’orrore in camera da letto, quando il giovane è stato sorpreso nel sonno dal padre che stava tentando di recidergli la gola: prima la fuga poi il ricovero in un lago di sangue
Una mattinata estiva si è trasformata in uno scenario da incubo nel centro cittadino di Marcellina, un comune alle porte di Roma. Erano circa le sette del mattino di lunedì 13 luglio quando le urla e il sangue hanno rotto il silenzio di un’abitazione apparentemente tranquilla.
All’interno delle mura domestiche si è consumato un dramma familiare dai contorni agghiaccianti, che ha visto come protagonisti un uomo e suo figlio di soli 21 anni. Secondo quanto emerso dalle primissime ricostruzioni dell’accaduto, il genitore si sarebbe armato di un grosso coltello e avrebbe raggiunto la camera da letto dove il ragazzo stava ancora riposando profondamente.
Senza alcuna esitazione, l’uomo si sarebbe avventato sul giovane nel tentativo disperato di recidergli la gola e porre fine alla sua vita nel modo più brutale possibile.
La disperata lotta per la sopravvivenza
La dinamica dei fatti, drammatica e concitata, restituisce l’immagine di una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Il primo fendente sferrato dal genitore ha colpito il ventunenne direttamente al collo, svegliandolo di colpo in un lago di sangue.
Nonostante lo shock iniziale e il dolore lancinante, il ragazzo ha trovato la forza sovrumana di reagire e di opporsi alla furia cieca del padre.
Nel tentativo di proteggere i propri organi vitali e difendersi dai successivi colpi mirati al volto e al torace, il giovane ha letteralmente afferrato la lama del coltello a mani nude. Questo disperato tentativo di difesa ha permesso di attutire la violenza dei fendenti successivi, impedendo che i colpi inferti diventassero letali.
Dopo una breve ma violenta colluttazione, il ragazzo è riuscito a divincolarsi dalla presa del padre e a scappare precipitosamente fuori dall’abitazione, riversandosi sanguinante in strada per lanciare l’allarme e chiedere aiuto ai passanti.
I soccorsi e la corsa in ospedale
L’allarme è scattato immediatamente grazie alle segnalazioni dei residenti, spaventati dalla vista del giovane ferito in mezzo alla via. Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del 118 a bordo di un’ambulanza, supportati dalle pattuglie dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Tivoli.
Il 21enne a quel punto è stato stabilizzato sul posto e poi trasportato a sirene spiegate verso il pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli scortato dalle gazzelle dell’Arma per garantire il tempestivo arrivo nella struttura sanitaria.
I medici del nosocomio tiburtino, preso in carico il paziente, hanno riscontrato gravi ferite da arma da taglio localizzate nella zona del collo e lesioni da difesa sulle mani. Il giovane è stato immediatamente trasferito nel reparto d’urgenza per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Il ragazzo non sarebbe più in pericolo di vita.
Le indagini e la caccia all’indagato
Le indagini per fare piena luce su questo tentato omicidio sono condotte con il massimo riserbo dai carabinieri della Compagnia di Tivoli, che hanno immediatamente isolato la scena del crimine all’interno dell’appartamento di Marcellina.
I militari dell’Arma hanno avviato i rilievi scientifici alla ricerca di tracce ematiche e dell’arma utilizzata per l’aggressione. Al momento, gli inquirenti stanno concentrando gli sforzi per ricostruire l’esatto movente che avrebbe spinto il padre a compiere un gesto così estremo nei confronti del proprio figlio.
La posizione dell’indagato è al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre i carabinieri stanno raccogliendo le testimonianze dei vicini di casa e i primi racconti fatti dalla vittima stessa ai medici e agli investigatori prima di entrare in sala operatoria. Le prossime ore saranno decisive per chiarire lo stato psicologico dell’uomo e i dettagli legali della sua formale incriminazione.


















