“Non abbiamo ricostruito la spiaggia di Ostia Ponente ma solo perché il permesso è arrivato fuori tempo massimo”

La gestione del Porto risponde alle accuse della Regione Lazio sulla mancata lotta all’erosione di Ostia Ponente: “Avete mandato il permesso il 25 maggio”

E’ vero: non abbiamo posato la sabbia per la lotta all’erosione di Ostia Ponente ma solo perché il permesso della stessa Regione Lazio è arrivato a stagione balneare iniziata”. E’ la risposta della società di gestione del Porto turistico alle accuse dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici sul mancato ripascimento della spiaggia libera di lungomare Duca degli Abruzzi. E il mare ormai minaccia di far crollare la passeggiata pedonale.

La gestione del Porto risponde alle accuse della Regione Lazio sulla mancata lotta all’erosione di Ostia Ponente: “Avete mandato il permesso il 25 maggio”

E’ una nota della direzione del Porto di Roma a fare luce sulle accuse della Regione Lazio che si era difesa sui mancati lavori di messa in sicurezza della spiaggia di Ostia Ponente nonostante il cospicuo finanziamento: l’assessorato regionale ai Lavori pubblici per contrastare il fenomeno ha gestito per l’operazione 5 milioni di euro.

“Prima di noi le sabbie erano versate al largo di Ostia”

Com’è noto, dal 2016 la società di gestione della struttura portuale, è commissariata e affidata alla gestione giudiziaria. I loro tecnici ogni anno si occupano di riportare i fondali dell’imboccatura del porto a un’altezza utile per il transito di barche e yacht. “Il dragaggio dell’avamporto – spiega la direzione – viene svolto dalla gestione del porto al fine di consentire la regolarità e la sicurezza della navigazione. Prima dell’affidamento della gestione della marina all’amministrazione giudiziaria, le sabbie derivanti dal dragaggio venivano conferite in un’area di deposito a tre miglia dalla costa”.

Con l’avvento della gestione giudiziaria del porto, “al fine di agevolare la fruizione da parte della cittadinanza delle spiagge a levante del porto, la gestione portuale presenta istanza al Comune di Roma per l’individuazione di un’area di conferimento delle sabbie derivanti dagli interventi dragaggio dell’avamporto, per il ripascimento costiero”. Ovviamente, trattandosi di interventi sulla costa, dopo analisi sulla compatibilità e qualità dei sedimenti, l’intervento deve essere soggetto all’approvazione della Regione Lazio, competente della materia.

Perché non si è intervenuti a difesa della spiaggia nell’estate 2025?

La cronologia descritta dalla direzione del porto è emblematica e non sembra lasciare dubbi. Premesso che “le operazioni di ripascimento con l’utilizzo dell’area di conferimento sono consentite nei periodi fuori dalla stagione balneare, come per altro riportato nelle specifiche autorizzazioni rilasciate dalla Capitaneria di porto” la società di gestione dell’approdo chiedeva al Comune di Roma – Ufficio di scopo Litorale di indicare dove scaricare le sabbie con largo anticipo per la stagione 2025. Esattamente il 9 novembre 2024.

Il 10 marzo 2025 la Gestione Servizi Porto di Roma, “pur non avendo ancora ricevuto riscontro dal Comune”, si portava avanti sul lavoro e chiedeva alla Regione l’autorizzazione “per i lavori di dragaggio e ripascimento, riservandosi di indicare l’eventuale area di conferimento, in un secondo momento, avendo comunque effettuato le analisi preventive dei campioni di sabbia su più punti del lungomare al fine di verificarne la compatibilità con quelle derivanti dal dragaggio”. Due giorni dopo, il 12 marzo 2025, arrivava dal Comune di Roma la risposta sul dove riversare le sabbie di dragaggio: l’area di conferimento era “quella fra l’ante murale del porto e il primo pennello di scogli a levante (200 metri di fronte mare)”. Praticamente su quella che è la cosiddetta “spiaggia dei cani” ovvero quella che proprio oggi è scomparsa per le mareggiate e dove si rischia il crollo della passeggiata panoramica.

E l’assessorato regionale ai lavori pubblici quando autorizzava l’intervento? “Solo in data 25 maggio 2025 la Regione Lazio provvedeva a notificare a Gestione Servizi Porto di Roma srl la determina dirigenziale n. G06308 del 22 maggio, con la si autorizzava a effettuare le opere suddette”.

Ricordato che la stagione balneare inizia il 1° maggio, è evidente che andava rispettata l’ordinanza della Capitaneria di Porto di divieto di lavori tra i bagnanti. Il caso del 4 maggio con una ruspa della ditta incaricata dalla Regione Lazio della posa delle scogliere a Ostia, ha fatto scalpore. Conclusione, non è stato possibile ai tecnici del porto “utilizzare l’area di conferimento indicata dal Comune nel corso del 2025”.

L’unica buona notizia è che, assicurano dalla Gestione Servizi Porto di Roma, “in previsione della stagione balneare 2026, i lavori di dragaggio e ripascimento riprenderanno nel mese di marzo”.