Il mare è ormai a ridosso della massicciata che sorregge la passeggiata pedonale del lungomare di Ponente a Ostia. L’intervento tampone pagato profumatamente dalla Regione Lazio ed effettuato prima dell’inizio della stagione balneare dello scorso anno, ha fallito. E, ci si chiede, quanto sia stato corretto portare larga parte delle sabbie prelevate dall’imboccatura del porto turistico per riversarle non sulle spiagge immediatamente confinanti, bensì a qualche km di distanza, davanti alla costa a levante del Canale dei Pescatori.
Le mareggiate degli ultimi giorni hanno eroso l’ultimo lembo di spiaggia e le onde scavano sotto la passeggiata. Fallito il tentativo della Regione Lazio
La situazione è quella che le immagini che accompagnano questo articolo descrivono eloquentemente. Le ultime mareggiate hanno risucchiato dalla riva l’ultimo lembo di spiaggia nella zona di lungomare Duca degli Abruzzi. La massicciata che sorregge la passeggiata di Ponente è battuta dalle onde che stanno scavando sotto. Il rischio è che, in mancanza di una protezione più resistente, frani da un momento all’altro.

Già durante l’estate quell’arenile era ridotto ai minimi termini. L’erosione aveva portato alla luce la condotta posizionata negli anni passati dai gestori del porto turistico che la usavano per riversare a terra le migliaia di metri cubi di rena prelevata dall’imboccatura del bacino. Annualmente il porto ha bisogno di essere liberato dalle sabbie che si accumulano all’imboccatura per rendere più sicure le operazioni di attracco e sbarco.
La vicenda, estremamente dolorosa per una comunità che affida ai servizi balneari gran parte della propria immagine ed economia, ha innescato un botta e risposta tra la Regione Lazio, che accusa il porto di aver mancato lo specifico intervento promesso, e la replica della società di gestione portuale, che respinge al mittente le accuse lamentando tardive autorizzazioni.
L’intervento della Regione Lazio
L’assessorato regionale alle Infrastrutture l’anno scorso aveva deciso di sostituirsi alle strutture del Porto nel tamponare gli effetti dell’erosione sulla costa di Ponente. E la cosa aveva sollevato perplessità, se non altro perché di passava da un intervento a costo zero per le casse pubbliche a lavori più che costosi.
Un calcolo approssimativo, infatti, attribuiva al riversamento di sabbia per opera delle ditte incaricate dalla Regione Lazio un costo di circa 22 euro a metro cubo. Come spiega questo articolo, la dotazione economica dell’appalto era di 4,988 milioni di euro dei quali 4,2 milioni per la sola movimentazione della sabbia attraverso una draga. Ciò che faceva gratis la draga usata dal porto per riversare sabbia attraverso un tubo collocato sulla spiaggia, con l’arrivo della Regione Lazio aveva un costo. E non solo.

Mentre originariamente i tecnici del porto riversavano ogni anno circa 100mila metri cubi di sabbia sulle spiagge libere di lungomare Duca degli Abruzzi, la Regione Lazio ha stabilito di lasciarne solo 36mila sul posto e il resto portarli a ricostruire le spiagge di levante, davanti agli stabilimenti balneari.
La Regione Lazio, assessorato ai Lavori pubblici, si difende sostenendo che non spettava a lei operare in difesa della costa a ridosso del porto.
E anche il Campidoglio ci ha messo del suo, rinunciando al contributo annuale della Regione Lazio per gli interventi d’urgenza a difesa della costa di Ostia.
Il risultato di tutto questo, come si vede, è disastroso.

















