La medicina territoriale si estende sul litorale laziale. Venerdì 17 luglio ha aperto ufficialmente i battenti la nuova Casa della Comunità a Pomezia, un presidio di tipo “Hub” inaugurato alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. La struttura rientra nella rete di sportelli di prossimità previsti per alleggerire la pressione sui pronto soccorso. Più vicina ai residenti. Il piano copre un’area sensibile che comprende due interi territori comunali.
La Casa della Comunità servirà oltre 115.000 residenti tra i comuni di Pomezia e Ardea riunendo medici di base, specialisti e infermieri
I soldi arrivano dall’Europa. L’intervento sfrutta i finanziamenti del PNRR relativi agli aspetti legati al potenziamento della sanità pubblica. Medici di base, pediatri di libera scelta, specialisti e personale infermieristico lavoreranno negli stessi spazi. Una coabitazione programmata per gestire le cure ordinarie in loco. La medicina di gruppo serve a intercettare i codici minori prima che si riversino sulle strutture ospedaliere romane.
Tutti i servizi attivi per il distretto di Pomezia e Ardea
La centralizzazione delle cure risponde alle necessità di oltre 115.000 cittadini, residenti tra il comune ospitante e la vicina Ardea. Gli sportelli sono già operativi. La struttura ingloba il PUA (Punto Unico di Accesso) e il CUP per sbrigare le prenotazioni, un centro prelievi interno e l’ambulatorio dedicato all’infermiere di famiglia e comunità. La copertura oraria si appoggia alla continuità assistenziale e agli ambulatori delle cure primarie. Per la specialistica sono attivi la radiologia territoriale e i percorsi di gestione delle patologie croniche. La salute mentale trova spazio nei locali dedicati al Centro “Eduardo Ferri” con il relativo centro diurno.
“Una Casa della Comunità è il luogo in cui i cittadini trovano un sistema organizzato intorno ai loro bisogni. Per il territorio di Pomezia e Ardea significa poter contare su un presidio moderno, capace di rafforzare concretamente il legame tra ospedale e territorio”, ha dichiarato il direttore generale della ASL Roma 6, Giovanni Profico.

















