La Giunta della Regione Lazio ha stanziato 2,4 milioni di euro a favore dei comuni del litorale laziale per interventi di difesa e salvaguardia delle coste nel periodo invernale. Praticamente briciole solo se si considera che all’inizio di quest’anno l’erosione nella zona del Litorale Romano è arrivata a minacciare la stabilità della Rotonda che si affaccia sul Tirreno e dove sbocca la via Cristoforo Colombo.
Pericolo erosione invernale, dalla Regione Lazio stanziamenti esigui per far fronte alla stagione delle nuove mareggiate
All’inizio del mese di marzo scorso l’ente territoriale era stato costretto a correre ai ripari per costruire una scogliera artificiale che facesse da bastione di contenimento nel settore antistante al tratto di mare che si era spinto quasi a lambire la strada e poi a rimuovere le macerie che assediavano il settore di spiaggia sul Lido di Levante aggredito dalle onde.
L’intervento d’urgenza è servito a impedire crolli della sede stradale, inclusa la celebre Fontana dello Zodiaco.
E questo per dare un’idea della complessità e della conseguente esiguità di un importo che dovrebbe essere ripartito tra i 24 comuni costieri del Lazio per un totale di 361 km di arenili.
I contenuti della delibera regionale
Venendo alle misure di recente approvazione la delibera, proposta dell’assessore alla Tutela del Territorio e Demanio, Fabrizio Ghera ha dato il via libera alle modalità di individuazione e finanziamento di interventi urgenti lungo il litorale, mirando alla protezione di manufatti a rischio di crollo e alla salvaguardia delle spiagge in vista dell’inverno.
La strategia regionale si basa su un progetto di ricerca scientifica redatto dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi “Roma Tre”, approvato lo scorso 2 agosto. Questo progetto definisce i criteri operativi per indirizzare le risorse, che considerano primariamente il livello di vulnerabilità dei tratti costieri, la loro rilevanza ambientale, turistica ed economica, e la fondamentale necessità di garantire l’incolumità pubblica.
Gli obbiettivi del piano di intervento
Per mettere in pratica le misure, la Regione ha annunciato l’imminente adozione di un avviso pubblico specifico rivolto a tutti i Comuni del litorale laziale. L’obiettivo è finanziare la realizzazione di opere rigide urgenti a ridosso di strutture in pericolo di cedimento e, più in generale, per la realizzazione di interventi essenziali di protezione invernale.
Il finanziamento previsto per ciascun Comune varia da un importo minimo di 20mila euro fino a un massimo di 200mila euro. Si tratta di somme che, seppure gestibili in emergenza, sono risibili rispetto a un fenomeno che in alcuni tratti della costa, per esempio tra Civitavecchia e Ladispoli, minaccia non solo edifici ma persino le strade litoranee.
La graduatoria degli interventi ammessi a finanziamento sarà stilata in base a criteri oggettivi e ponderati:
- Interventi in aree con fenomeni erosivi acclarati e in corso: possono essere valutati sulla base di un punteggio massimo assegnabile di 60 punti.
- Interventi in aree a maggiore presenza antropica: con un punteggio massimo assegnabile di 40 punti.
Il provvedimento, che espone il fianco a critiche attinenti all’entità dei fondi stanziati, mira a garantire una risposta tempestiva ed efficace ai danni provocati dalle mareggiate e a proteggere il prezioso patrimonio costiero, dalle infrastrutture alle aree di maggiore interesse turistico e abitativo, assicurando che le risorse siano indirizzate nelle zone di maggiore criticità.
“Questa iniziativa è a supporto del piano per la difesa integrata della costa del Lazio sul quale ci sono 90 milioni di euro di interventi. Diamo ai Comuni del litorale la possibilità di finanziare progetti finalizzati a proteggere la bellezza delle coste laziali e dei suoi beni storici e paesaggistici soprattutto nella stagione invernale”, ha sottolineato Ghera.
Il mare può tornare a far paura
Ma se l’andamento dell’erosione che interessa il Lido di Roma tornerà ai livelli dello scorso anno non c’è dubbio che altri manufatti, al pari di quanto si è verificato alla Rotonda potrebbero crollare con la prossime mareggiate in mancanza di interventi veramente risolutivi e di piani di difesa del suolo efficienti.
Non a caso all’inizio di quest’anno in consiglio regionale era stato presentato un ordine del giorno che impegnava presidente e Giunta a mettere in atto un intervento immediato, e a riconoscere lo stato di calamità naturale per il territorio di Ostia.
Poi come spesso è accaduto in passato sono stati messi in moto quei meccanismi inevitabili ma che non riescono ad andare oltre una logica di mera emergenza.
Così alla fine del mese dello scorso mese di maggio la regione aveva dovuto ingaggiare la grande draga Gino Cucco e alle relative tubazioni che servivano per risucchiare dai fondali la sabbia e spararla sulla battigia.
L’intervento di ripascimento morbido era durato qualche settimana e poi la nave, destinata altrove, aveva lasciato spazio a un’idrovora collocata a un centinaio di metri dalla riva e che attraverso una tubazione più piccola della precedente, riversa acqua e sabbia a riva.
“Con la paletta farebbero prima” aveva commentato ironico un passante che aveva assistito al passaggio di testimone tra le due ben diverse fasi di lavorazione.
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