Momenti di alta tensione la scorsa notte al liceo Righi di Roma, dove un gruppo di giovani incappucciati ha tentato di forzare l’ingresso principale dell’edificio, occupato dagli studenti dallo scorso 22 ottobre. I testimoni raccontano di cori inneggianti al Duce e lanci di bottiglie di vetro contro le finestre del piano terra.
Nell’assalto notturno al liceo Righi, cori fascisti e lanci di bottiglie contro gli studenti occupanti
L’episodio è durato pochi minuti ma ha generato panico tra i ragazzi all’interno, che si sono barricati per timore di un’irruzione. Quando sul posto sono arrivate le volanti della Polizia di Stato, il gruppo si era già disperso nelle vie limitrofe a via Campania. Non risultano feriti gravi, ma un giovane è stato medicato sul posto per una lieve contusione dovuta ai frammenti di vetro.
L’occupazione e le motivazioni
L’assalto è avvenuto in un momento già teso per la comunità scolastica. Il liceo Righi è occupato da oltre una settimana nell’ambito delle mobilitazioni studentesche che, in questi mesi, stanno coinvolgendo diversi istituti della Capitale.
Alla base della protesta, la richiesta di spazi di confronto politico e culturale all’interno delle scuole e, in particolare, la polemica nata dopo la cancellazione di un convegno sul Medio Oriente. L’evento avrebbe dovuto ospitare un esponente della Global Sumud Flotilla, ma era stato annullato in seguito a critiche esterne e a timori di tensioni.
Un clima di protesta diffuso
L’episodio al Righi segue di poche ore l’occupazione del liceo Mamiani, dove un gruppo di studenti ha forzato gli ingressi e costruito barricate con i banchi, impedendo l’accesso a docenti e personale scolastico.
Anche in quel caso l’episodio è stato denunciato come un atto “illegale e pericoloso”, e la preside aveva annunciato una segnalazione alle autorità competenti. All’esterno dell’istituto si erano formati due gruppi contrapposti di studenti: da una parte chi sosteneva l’occupazione in solidarietà con la causa palestinese, dall’altra chi chiedeva un ritorno immediato alle lezioni.
Le mobilitazioni, iniziate già a settembre con una manifestazione alla stazione Termini, si sono estese a numerosi licei romani: dal Rossellini al Cavour, dal Socrate al Kant fino al Levi-Civita. Occupazioni, che in molti casi hanno assunto un carattere politico.
Reazioni e indagini
L’attacco al liceo Righi ha suscitato ampia condanna da parte del mondo scolastico e delle istituzioni. Dirigenti, associazioni e rappresentanti del settore educativo hanno espresso solidarietà agli studenti, definendo l’episodio “un grave atto intimidatorio” e ribadendo che “la scuola deve restare un luogo di dialogo e libertà, mai di scontro o violenza”.
Le prime ricostruzioni parlano di una quindicina di giovani, probabilmente appartenenti a gruppi di estrema destra, che avrebbero agito in modo coordinato e premeditato.
La risposta della scuola e le misure di sicurezza
Dopo l’assalto, il personale del liceo ha convocato un’assemblea straordinaria con genitori e studenti per ribadire l’importanza di mantenere un clima di confronto pacifico. Intanto, la preside ha annunciato che sarà depositata una denuncia formale e che verranno rafforzati i controlli nelle ore notturne con il supporto delle autorità locali.

















