Anche Daniele De Rossi, ex capitano giallorosso e da quest’anno presidente dell’Ostiamare calcio, scende in campo contro il concept di Netflix che si faceva beffe del litorale romano pur di dare risalto al decennale della piattaforma digitale di intrattenimento. L’iniziativa ha, tuttavia, creato scintile con il X Municipio che ha scippato al club gialloviola il copyright diffondendolo anzitempo.
“Ostiaèbella”, scritto attaccato, e l’ex capitano giallorosso si scaglia contro lo slogan di Netflix che equiparava il Lido di Roma a un quartiere di mafia
“Ostiaèbella” è lo slogan coniato da DDR, a fianco del quale si è schierato anche il X Municipio, per promuovere una campagna che punta a difendere l’immagine della cittadina tirrenica e l’”impegno e la credibilità di migliaia di persone perbene che ogni giorno costruiscono il futuro di questo territorio”.
Ma non sono mancate le proteste e le precisazioni fatte pervenire dalla società calcistica presieduta dall’ex capitano giallorosso che, in un comunicato, ha sottolineato come il promo della campagna “ideata e prodotta” dal Club sia stata diffusa “in anticipo rispetto alla pianificazione programmata“. Un’irritazione che ha spinto i biancoviola a ritirare il promo con firma congiunta.
Promo caratterizzato dal seguente concept: “Scendi alla fermata di Stella Polare, sciarpa al collo e cuore in mano. Ed è subito Alé l’Ostiamare” con l’invito a recarsi all’impianto di via Giovanni Amenduni, dove alle ore 15.00 di domenica prossima, 19 ottobre, andrà in scena l’ottava giornata del campionato di calcio di serie D contro il Fossombrone.
Un torneo foriero di grandi soddisfazioni per i tifosi lidensi e in cui, la formazione del sodalizio presieduto da Daniele De Rossi, ha sinora vinto sette partite su sette dall’inizio del torneo schiacciando, come un caterpillar tutte le avversarie incontrate e puntando dritto la prua alla promozione nel campionato professionistico di serie C.
Il concept ‘pro litorale’, fa il verso a quello scandaloso ritirato in un batter d’occhio e in un turbinio di proteste, dalla piattaforma statunitense di serie tv e entertainment che era stata costretta a rimuovere il cartellone affisso a una delle fermate della metropolitana nel quale, accanto al primissimo piano di Alessandro Borghi, er numero 8 della fortunata produzione di Suburra, si leggeva: “Perdi la fermata, finisci a Ostia, ti senti scossa, agitata. Ed è subito Suburra”.
Lo sdegno del popolo del web e di chi fa il tifo per Ostia
Una frase bocciata tout court anche dal sindaco Roberto Gualtieri ma, soprattutto, sdegnosamente contestata da un’intera comunità.
Quella oggetto di protesta da parte di molti cittadini di Ostia, ma anche di tanti romani che, da quel giorno, continuano a inondare la Rete con messaggi e meme in cui prendono in giro il cartellone incriminato.

Autori di contenuti digitali che hanno dato, per esempio, il massimo risalto a una località che offre, tra l’altro, ai turisti e ai suoi villeggianti uno dei mari più puliti d’Italia.
Così c’è chi accanto al volto di Alessandro Borghi ha rimpiazzato il pay off originario con una frase che recita così: “Scendi alla fermata, ci arrivi a Ostia, la senti nel cuore, emozionata. Ed è subito Ostia”.
E non era mancato neppure il riferimento, ora ripreso dall’ex capitano romanista e dall’ente locale, ai sentimenti di chi tifa Ostiamare.
In quella sorta di ‘prima edizione a sfondo calcistico’ dell’ennesimo sfottò ai danni di Netflix l’autore, al posto del volto del protagonista di Netflix, aveva messo l’aquilotto biancoviola e inserito il seguente concept: “Scendi alla Fermata di Stella Polare, Sciarpa al collo, Birra in Mano ed è subito Alé l’Ostiamare”. Con accanto la data del prossimo incontro casalingo in programma contro il Fossombrone
Un’uscita infelice quella di Netflix, ma niente affatto casuale e, soprattutto, partorita in compagnia di tanti altri ‘cattivi maestri’, proprio perché affonda le sue radici nello stigma di una città governata dalla malavita, al centro di affari inconfessabili, collusa con la pubblica amministrazione, violenta e meschina.
Nulla di più datato di un refrain che a molti fa gola anche per ragioni speculative ed editoriali di bassa lega.
Le proteste dell’Ostiamare che ha ritirato il promo scippato dal X Municipio
“Rileviamo con sorpresa che il X Municipio abbia diffuso il concept in anticipo rispetto alla pianificazione programmata dal club appropriandosi indebitamente di un’iniziativa non propria e generando confusione comunicativa“, si legge in un comunicato in cui l’Ostiamare chiarisce la propria posizione sulla campagna apparsa prima del dovuto sui canali istituzionali del parlamentino locale.
Per questo motivo il Club, “nonostante gli investimenti già sostenuti ha deciso di sospendere la distribuzione originariamente prevista“.
L’intento della campagna pro Ostia, in ogni caso, “era ed è quello di ribadire con forza quanto Ostia sia ben diversa da qualunque narrazione distorta che da troppo tempo la identifica tramite piattaforme mainstream“.
“Ostia è sport, è passione, è comunità viva. E’ lo stadio Anco Marzio pieno di famiglie, ragazzi e tifosi che ogni domenica vivono il calcio come momento di partecipazione condivisa“.
Per questo, fanno sapere dalla società presieduta da Daniele De Rossi, Ostia “è bella perché lo raccontiamo con i nostri colori e valori attraverso lo sport e l’impegno sociale. E’ identità per un sodalizio che è voce del territorio simbolo di orgoglio e appartenenza“.
“Ostia non è Suburra -conclude la nota – respingiamo ogni tentativo di ridurre questa comunità a etichette negative e stereotipi“.
Se sei interessato agli argomenti trattati in questo articolo clicca sule parole chiave colorate in arancione e accedi alla banca dati di canaledieci.it.


















