Effetto Netflix, Ostia ribalta il concetto e si moltiplicano sui social i cartelloni contro quello affisso nelle stazioni Metro per festeggiare il decennale della nascita della piattaforma digitale. E tutto ciò strumentalizzando il Lido di Roma con uno slogan rimosso a tambur battente dai tunnel dopo una valanga di proteste.
Reazioni creative e slogan che prendono spunto dalla campagna Netflix ed esaltano il fascino di Ostia
Una frase bocciata tout court anche dal sindaco Roberto Gualtieri ma, soprattutto, sdegnosamente contestata da un’intera comunità.

Quella dei cittadini di Ostia ma anche di tanti romani che, da quel giorno, continuano a inondare la Rete con messaggi che fanno, tra l’altro, il verso a quella pubblicità decisamente fuori posto, mediante la rielaborazione di immagini ironiche che prendono in giro il cartellone incriminato.
Slogan che fanno il verso a quello del tabellone censurato
Gli autori di questi contenuti digitali colgono l’occasione per dare il massimo risalto a una località che offre, tra l’altro, ai turisti e ai suoi villeggianti uno dei mari più puliti d’Italia.
Ma poiché la fantasia di chi ama davvero Ostia vola non solo sull’immaginario collettivo, ma di ciò che si può toccare con mano, ecco un tabellone dove viene mantenuto il volto di Alessandro Borghi ma cambia completamente, in punta di penna, il pay off che recita così: “Scendi alla fermata, ci arrivi a Ostia, la senti nel cuore, emozionata. Ed è subito Ostia”.
La dimestichezza con i programmi d’intelligenza artificiale riesce a censurare quel tabellone irriverente anche toccando i sentimenti di chi tifa Ostiamare, la squadra che milita nel campionato di calcio di Serie D e, proprio ieri, domenica 12 ottobre, ha messo il sigillo sulla settima vittoria consecutiva dall’inizio del torneo. Il primo dell’era di Daniele De Rossi neo presidente del sodalizio lidense, cresciuto, non solo dal punto di vista calcistico, sul litorale romano.
Qui, al posto del volto di Alessandro Borghi, compare l’aquilotto biancoviola accanto allo slogan rivisitato e corretto in cui c’è scritto “Scendi alla Fermata di Stella Polare, Sciarpa al collo, Birra in Mano ed è subito Alé l’Ostiamare”. Con la data del prossimo incontro casalingo in programma domenica 19 ottobre contro il Fossombrone.

Like e commenti che criticano la piattaforma ed esaltano il litorale romano
E giù una raffica di altri meme, like, commenti e foto degli splendidi tramonti che incorniciano, in tutte le stagioni dell’anno, l’orizzonte del Lido di Roma.
C’è chi ricorda di aver passato delle splendide vacanze in viale della Marina passando in rassegna, con nostalgia, le sue spiagge e aprendo il cuore a testimonianza di “un amore immenso teatro delle prime cotte e di amicizie che sono rimaste nel tempo”.
Ostia non si tocca, scrive qualcun altro, anche se “non tutto funziona” come accade, del resto, in ogni parte del mondo.
Altri ricordano come Roma sia nata proprio alla foce del Tevere dove oggi si affaccia una cittadina circondata non solo dal mare, ma anche da splendide pinete disseminate di alberi dal grande ombrello.
Ricordi e messaggi di solidarietà anche da chi celebra frequentazioni di stabilimenti storici che si allungano sulle spiagge urbane delimitate da un lungomare che si spinge verso sud.
Qualcuno pubblica in Rete il braccio dove è impresso un tatuaggio con gli emblemi che rimandano proprio alla sua amata Ostia.
E ancora tabelloni fac-simile che rielaborano quello messo sotto accusa di Netflix e dove c’è scritto “Prendi la metro, scendi a Ostia ed è subito… amore”.
Frasi di apprezzamento che si alternano a quelle di protesta contro le frasi beffarde di quella, a dir poco mal riuscita campagna pubblicitaria, della piattaforma di intrattenimento di proprietà di un marchio statunitense.
Ostia e i cliché di un passato ormai seppellito da tempo
Un’uscita infelice, ma niente affatto casuale, perché in parte affonda le sue radici nello stigma di una città governata dalla malavita, al centro di affari inconfessabili, collusa con la pubblica amministrazione, violenta e meschina.
Uno stigma che prosegue senza soluzioni di continuità e contiene addirittura riferimenti alla nascita della Banda della Magliana in anni ormai sepolti dal tempo e dalle continue trasformazioni di una realtà urbana che si identifica con le tantissime persone nate e vissute su litorale.
Un’immagine tanto lontana dalla realtà quanto alimentata da trasposizioni prima cinematografiche e poi televisive di quel libro, Suburra, appunto, in cui Ostia era non solo citata espressamente ma era stata resa riconoscibile per le location usate per le riprese.
Come se una città che conta molto più di 200mila residenti se, oltre al nucleo storico del Lido, si conteggiano i quartieri dell’entroterra, possa rimanere indenne dalla presenza di malviventi e come se la situazione di degrado e di illegalità in cui versano zone della periferia capitolina, come quello di Tor Bella Monaca, fosse di per sé sufficiente a identificare tutta Roma con la criminalità organizzata.
Il testimonial Alessandro Borghi ospite a Ostia del Cineclub di Elisabetta
Intanto Alessandro Borghi, il protagonista della serie di Netflix che è stato rappresentato nel cartellone ‘incriminato’ domani, martedì 14 ottobre, sarà Ostia per presentare il suo film “Testa o croce?” per la regia di Alessio Rigo de Righi al Cineclub di Elisabetta presso il Cineland di Viale dei Romagnoli 515.
Borghi parteciperà all’evento tra la prima proiezione e l’inizio della seconda, approssimativamente dalle 19.30 fino alle 20.30, per prendere parte a interviste e dibattito con il pubblico condotti dal regista Riccardo Fabrizi.
La pellicola, presentata al 78mo Festival del cinema di Cannes nel maggio scorso, attinge alla letteratura di frontiera tipica dell’epoca degli ‘spaghetti western’ sovvertendone i cliché con una rivisitazione che pone il cinema d’autore italiano finalmente al centro della sceneggiatura.
La censura di Confesercenti Ostia: una campagna offensiva e dannosa per il territorio
A prendere una posizione netta di censura sul cartellone di Netflix è, tra le altre realtà rappresentative del contesto imprenditoriale del territorio, Confesercenti Ostia che respinge al mittente immagini che “trasmettono un messaggio offensivo e denigratorio nei confronti del litorale e dei suoi cittadini, che da anni lavorano per restituire alla città un’immagine positiva, fatta di cultura, turismo, impresa e comunità”.
“Rappresentazioni -incalza l’associazione- che rischiano, inoltre, di avere ricadute negative sulle attività economiche locali, danneggiando la reputazione e la credibilità di un tessuto imprenditoriale che ogni giorno, alla luce di una politica spesso poco attenta al territorio e alla sua tutela, continua a operare tra difficoltà crescenti”.
Per questo Confesercenti Ostia sollecita il Comune di Roma affinché “chieda a Netflix una nuova campagna positiva dedicata a Ostia, capace di raccontare le eccellenze, le imprese storiche e i professionisti che, continuano a resistere, a investire e a credere in questo territorio”.
Se sei interessato ad approfondire gli argomenti trattati in questo articolo clicca sulle parole chiave colorate in arancione all’interno di questo articolo e accedi alla banca dati di canaledieci.it.

















