Giostraio ucciso alla sagra: non solo una rissa, ma vecchi rancori tra parenti. Tre indagati per omicidio

Per la morte del giostraio si procede per omicidio, nella rissa che ha preceduto il pestaggio sarebbero coinvolti anche dei parenti

Nella foto il giostraio 64enne

Svolta sull’omicidio del giostraio di Capena. Non è stata solo una aggresione di giovani finita male perché non volevano pagare il biglietto della giostra: ad innescare la miccia vecchi rancori familiari esplosi pubblicamente e degenerati nel pestaggio mortale. La procura di Tivoli ha iscritto al registro degli indagati tre uomini per omicidio. E disposto contestualmente l’autopsia per accertare le effettive cause della morte

Per la morte del giostraio si procede per omicidio, nella rissa che ha preceduto il pestaggio sarebbero coinvolti anche dei parenti

E’ questo il quadro che emerge dalle indagini sulla morte di Stefano Luigi Cena, il giostraio di 64 anni morto all’ospedale Sant’Andrea dopo nove giorni di agonia.

La sera del 5 ottobre, durante la Sagra dell’Uva, l’uomo era stato aggredito brutalmente all’interno dell’area giochi. In un primo momento si era parlato di una violenza scatenata da un gruppo di ragazzi, ma ora le indagini rivelano una verità ben più intricata: al centro della vicenda ci sarebbero vecchi rancori tra parenti, mai sopiti.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Monterotondo, delegati alle indagini, tutto sarebbe iniziato quando Luigi Cena avrebbe chiesto a un gruppo di adolescenti di pagare il gettone per salire sull’ottovolante. Ma tra quei ragazzi c’era anche una nipote della vittima, figlia di un fratello con cui i rapporti si erano incrinati da tempo. Da quel momento, la situazione è precipitata.

Una discussione tra la nipote e una cugina, giunta in difesa del giostraio, si è trasformata in una lite allargata, che ha coinvolto numerose persone. Tra queste anche lo stesso figlio di Cena e suo fratello, entrambi ora denunciati per rissa aggravata insieme ad altri sei soggetti.

Indagati tre giovani

Le testimonianze parlano di una vera e propria aggressione di gruppo: “Lo hanno preso da dietro e gli hanno spaccato la testa sull’asfalto”, raccontano persone vicine alla vittima. Almeno otto le persone coinvolte, sei delle quali già identificate, ma sarebbero tre quelle che avrebbero malmenato in maniera selvaggia il giostraio, giovani tra i 20 e i 25 anni, gli attuali iscritti al registro degli indagati. 

Gli uomini dell’Arma stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’area e raccogliendo i video girati dai presenti con i cellulari. Accertamenti in corso anche sui social, dove alcuni testimoni avrebbero condiviso frammenti della colluttazione.

Luigi Cena, conosciuto da tutti come “Luigi”, era un volto noto nel mondo delle sagre e delle fiere del Lazio. Da anni portava avanti la tradizione di famiglia con le sue giostre, attirando i bambini con il suo celebre slogan: “Giù il gettone ragazzi, che si vola!”

Una seconda fiaccolata per Luigi: Capena si stringe attorno alla famiglia del giostraio

Giostraio ucciso alla sagra: non solo una rissa, ma vecchi rancori tra parenti. Tre indagati per omicidio 1
Il giostraio e la fiaccolata in suo ricordo

Nel giorno dei funerali di Stefano Luigi Cena, il Comune di Capena ha proclamato una giornata di lutto cittadino, un gesto simbolico e sentito per rendere omaggio a una figura molto conosciuta nel territorio. Agli alunni di tutte le scuole è invece stato chiesto di osservare un minuto di silenzio concordato con le insegnanti. 

Dopo la prima fiaccolata spontanea organizzata la sera stessa del decesso, la cittadinanza ha promosso un secondo momento di raccoglimento, un’altra fiaccolata, prevista per questa sera, giovedì 16 ottobre, con partenza alle ore 20:00 dalla chiesa di San Marco.

Saranno presenti anche il parroco Don Francisco, sempre presente e vicino alla comunità anche nei momenti più difficili, e dei delegati delle forze dell’ordine, carabinieri, polizia e vigili urbani.

L’invito degli organizzatori

Tra gli organizzatori, c’è anche l’invito a coinvolgere bambini e ragazzi: l’idea è che siano proprio loro a portare lo striscione di apertura della fiaccolata. “Il primo messaggio è per loro, che sono il nostro futuro”, è l’appello rivolto alle famiglie.

Spero che Capena tutta, almeno davanti a queste tragedie, sia capace di unirsi in un unico abbraccio“: parole semplici, ma che raccontano il desiderio di una comunità di farsi forza insieme, al di là delle divisioni.