Alberto Bonanni morto dopo un pestaggio: la Cassazione dispone l’appello per un condannato

Nuovo processo disposto dalla Suprema Corte dopo il ricorso della difesa: il musicista finì in coma e morì dopo tre anni

Alberto Bonanni

Nuovo processo disposto dalla Suprema Corte per i fatti di sangue che risalgono alla notte del 26 giugno 2011, quando il musicista Alberto Bonanni, allora giovane artista romano, si trovava con alcuni amici a rione Monti, dove fu brutalmente aggredito da un gruppo di persone, tra cui Carmine D’Alise e Massimiliano Di Perna.

Nuovo processo disposto dalla Suprema Corte dopo il ricorso della difesa: il musicista finì in coma e morì dopo tre anni

Nel pestaggio spietato contro il musicista, colpito ripetutamente a calci e pugni, lo ridusse in condizioni gravissime, lasciandolo in uno stato di coma profondo, dal quale non si sarebbe mai più risvegliato, portandolo alla morte nel 2014, dopo tre anni di sofferenze.

In un primo momento, tutti gli imputati erano stati condannati per tentato omicidio. La morte di Bonanni ha però portato la Procura di Roma a riqualificare il reato in omicidio volontario, dando avvio a un nuovo percorso giudiziario.

Le sentenze e l’Appello Ter

Nel corso del processo d’appello bis, le condanne di D’Alise e Di Perna erano state ridotte grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche, rispettivamente a 11 anni e 8 mesi e a 9 anni e 8 mesi di reclusione. Per altri due imputati che non hanno presentato ricorso, la condanna è già diventata definitiva.

Tuttavia, la Quinta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso della difesa di Carmine D’Alise, disponendo un Appello Ter, un annullamento della sentenza con rinvio ad un’altra sezione della Corte d’Appello di Roma, contrariamente alla richiesta della Procura generale, che aveva chiesto il rigetto del ricorso.

Le motivazioni della difesa

L’avvocato Giuseppe Foglia, legale di D’Alise, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti per la decisione della Cassazione. Il mio assistito, dopo tanti anni, dopo essersi rifatto una vita, sarebbe dovuto rientrare in carcere, dove ha già scontato interamente la pena per il tentato omicidio, e questo avrebbe leso la funzione rieducativa della pena. Su questo abbiamo fondato il nostro ricorso”.

Il percorso giudiziario ancora aperto

Il nuovo Appello Ter determinerà se le condanne saranno confermate, modificate o annullate, con un nuovo esame delle prove e delle attenuanti. La vicenda giudiziaria del caso Bonanni dunque, iniziata con il tentato omicidio, è diventata complessa a seguito della morte della vittima, è ancora aperta.