Spari nel cuore della movida: trovata la pistola clandestina usata per punire il sommelier di Trastevere

Il romano fermato nascondeva un arsenale illegale e un carico di hashish a Valle Aurelia: accertamenti balistici del Ris nelle indagini per tentato omicidio del sommelier

Un colpo in canna pronto a uccidere e un’ombra inquietante sul passato del 33enne arrestato per tentato omicidio. La folle notte di sangue a Trastevere si arricchisce di dettagli foschi, mentre i Carabinieri stringono il cerchio attorno all’aggressore, scoprendo una fitta rete di armi clandestine e traffici illeciti.

Il romano fermato nascondeva un arsenale illegale e un carico di hashish a Valle Aurelia: accertamenti balistici del Ris nelle indagini per tentato omicidio del sommelier

La notte della movida nel cuore di Trastevere si è trasformata improvvisamente in uno scenario da Far West intorno alle ore tre del 15 luglio 2026. Un ragazzo senegalese di 26 anni, regolare sul territorio nazionale e stimato sommelier in un locale della zona, ha notato un uomo di trentatré anni romano intento a urinare contro un muro in vicolo del Cinque.

Il giovane lavoratore ha ripreso l’italiano invitandolo a rispettare il decoro del rione storico, provocando una reazione spropositata e di inaudita violenza. La discussione verbale è sfociata rapidamente in un corpo a corpo violento sull’asfalto, durante il quale il trentatreenne ha estratto una pistola che portava illegalmente con sé durante la serata.

L’aggressore ha esploso un primo colpo in aria per intimidire la vittima e i passanti, facendo rimbombare il fragore metallico tra i palazzi storici. Successivamente, nel corso della colluttazione disperata a terra per il possesso dell’arma, è partito un secondo sparo che ha centrato in pieno il sommelier. Mentre l’autore del ferimento si dileguava rapidamente nel dedalo di vicoli, il ventiseienne è rimasto a terra sanguinante, venendo soccorso dal personale dell’ARES 118 e trasportato all’ospedale San Camillo.

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Le ricerche dell’arma

L’immediata mobilitazione dei Carabinieri della stazione locale, della Compagnia San Pietro, del Nucleo Informativo e dei militari dell’ottavo Reggimento Lazio ha permesso di bloccare e arrestare il presunto autore del ferimento in piazza Sidney Sonnino alle prime luci dell’alba.

Tuttavia, sulla scena del crimine in vicolo del Cinque è stato recuperato un solo bossolo, facendo scattare un vero e proprio giallo sulla pistola, svanita nel nulla durante la breve fuga dell’uomo. Le ininterrotte ricerche, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, si sono concentrate inizialmente nei cassonetti e negli anfratti dei muri centenari del rione storico.

Per non lasciare nulla al caso, i Carabinieri del Nucleo Subacquei di Roma sono entrati in azione sul fiume Tevere, nel tratto compreso tra Ponte Sisto e Ponte Garibaldi, per scandagliare il fondale fangoso alla ricerca dell’arma, nell’ipotesi che il fuggiasco se ne fosse disfatto gettandola direttamente in acqua prima del fermo.

La perquisizione

Se il fatto di sangue aveva già profondamente scosso l’opinione pubblica capitolina, i successivi sviluppi investigativi scaturiti dalle perquisizioni d’urgenza hanno delineato un quadro ancora più fosco e allarmante sulla personalità dell’arrestato.

I militari della Compagnia di Roma Trastevere si sono recati nell’abitazione del 33enne situata nella zona di Valle Aurelia. All’interno delle mura domestiche, i Carabinieri hanno rinvenuto un piccolo arsenale clandestino composto da una seconda pistola priva di autorizzazione e da una carabina, entrambe completate dal relativo munizionamento.

Oltre alle armi da fuoco, il blitz ha portato al rinvenimento e al sequestro di seicento grammi di hashish e di vario materiale specifico utilizzato per il confezionamento delle dosi, elementi che hanno fatto scattare anche la pesante accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini

La svolta decisiva nel giallo dell’arma è arrivata nelle ultime ore. I Carabinieri della Compagnia di Roma Trastevere hanno infine rinvenuto la pistola presumibilmente utilizzata per il ferimento del sommelier senegalese, abilmente nascosta all’interno di una fioriera in vicolo del Cipresso.

Si tratta di una pistola semiautomatica clandestina, con la matricola abrasa e un proiettile già inserito direttamente in canna, pronta a fare fuoco nuovamente. L’arma è stata immediatamente posta sotto sequestro e verrà inviata nelle prossime ore agli esperti dei Carabinieri del Ris di Roma, i quali avranno il compito di eseguire i rilievi balistici e di isolare eventuali tracce di DNA.

Gli accertamenti tecnici serviranno a blindare definitivamente l’impianto accusatorio per i reati di tentato omicidio e porto abusivo di armi in vista della convalida dell’arresto davanti al GIP, mentre l’uomo rimane recluso nel carcere di Regina Coeli.