Un nuovo allarme scuote il quartiere Infernetto: nel terreno destinato alla realizzazione del nuovo centro di raccolta AMA in via Ermanno Wolf Ferrari, sarebbero stati rinvenuti materiali potenzialmente pericolosi.
Partono le richieste di accertamenti ed eventuale bonifica dell’area. FdI: “Sospendere il cantiere fino a quando non sarà garantita sicurezza”
Le preoccupazioni dei residenti dell’Infernetto si sono sollevate in queste ore, riguardo al cantiere per la realizzazione del nuovo centro di raccolta AMA in via Ermanno Wolf Ferrari, temporaneamente sospeso dopo il presunto rinvenimento di materiali pericolosi nel terreno, che si sospetta possa essere amianto.
Un sospetto che ha subito generato l’allarme dei cittadini, e la richiesta di massima trasparenza e chiarezza da parte del Comune di Roma e delle autorità competenti circa la reale natura dei materiali presenti.
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La circostanza è stata riportata in un intervento della consigliera Sara Adriani consigliera FdI del X Municipio, durante l’ultima seduta del Consiglio, dopo aver raccolto le istanze dei residenti.
Segnalazioni che hanno indotto anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giuseppe Conforzi, a inviare un’esposto e una richiesta ufficiale di verifica alle principali autorità competenti, tra cui la Procura della Repubblica di Roma, il Sindaco Roberto Gualtieri, il Direttore del Municipio X Marcello Visca, l’ARPA Lazio, la S.Pre.S.A.L. della ASL Roma 3, il Ministero della Salute, e il X Gruppo Mare della Polizia Locale di Roma Capitale.
E Conforzi, ha chiesto ufficialmente al Campidoglio e agli organi competenti di verificare la regolarità delle autorizzazioni di scavo.
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I lavori sospesi a settembre
Secondo quanto emerso, i lavori per la realizzazione del centro AMA sarebbero stati temporaneamente sospesi a settembre proprio per il ritrovamento di materiali di sospetta pericolosità, tra cui delle lastre di presunto amianto, con possibili e serie conseguenze per la salute pubblica e la sicurezza ambientale, soprattutto considerando che l’area si trova in un contesto urbano residenziale densamente popolato.
Conforzi ha sottolineato la necessità che il Comune e le autorità competenti chiariscano con urgenza la natura dei materiali rinvenuti, verificando la piena regolarità delle autorizzazioni relative agli scavi, e sospendendo in via definitiva il progetto qualora venisse confermata la presenza di sostanze tossiche.
L’obiettivo dichiarato è evitare rischi concreti per i residenti e l’ambiente, prevenendo la possibilità che il sito diventi una “terra dei fuochi” del Municipio X.
Interventi e richieste di verifiche sull’area
Oltre all’esposto alla Procura, Fratelli d’Italia ha presentato una interrogazione urgente in Municipio per discutere della vicenda, chiedendo trasparenza e interventi immediati. La consigliera Adriani ha sollecitato la verifica di tutti i controlli effettuati prima e dopo l’inizio dei lavori, nonché la comunicazione chiara e documentata ai cittadini.
“Gli abitanti – ha sottolineato Adriani – richiedono un documento ufficiale dell’amministrazione e l’ascolto di un responsabile Ama che possa relazionare sul materiali ritrovati”.
Il gruppo politico ha anche chiesto la convocazione della Commissione Trasparenza per fare piena luce su eventuali negligenze e assicurare che la sicurezza della popolazione sia tutelata in maniera prioritaria.
Il silenzio e l’abbandono del cantiere per oltre venti giorni hanno aggravato la situazione, esponendo la zona agli agenti atmosferici e aumentando l’inquietudine dei residenti.
La bonifica e i passi successivi
La priorità ora è l’attivazione di accertamenti e l’eventuale bonifica completa del terreno, con scavi approfonditi e accertamenti su eventuali materiali nocivi presenti nel sottosuolo. Solo al termine di questa fase sarà possibile decidere se proseguire con il progetto AMA o individuare una diversa destinazione urbanistica per l’area.
Secondo Conforzi e i rappresentanti locali, la salute dei cittadini viene prima di ogni scelta urbanistica o amministrativa, e per questo l’azione congiunta di Comune, ARPA, ASL e forze dell’ordine è considerata essenziale per ristabilire sicurezza e fiducia nella gestione del territorio. La vicenda resta monitorata, con la comunità dell’Infernetto in attesa di risposte chiare e immediate.
“Siamo pronti a scendere in piazza insieme ai residenti per difendere la salute e la sicurezza della comunità dell’Infernetto. I cittadini non possono essere lasciati nell’incertezza, né trattati come cittadini di serie B. La salute, la sicurezza e la trasparenza amministrativa devono venire prima di tutto” – conclude Conforzi.
Labur sul cantiere e sui materiali sospetti, riferisce, dopo l’ennesimo accesso agli atti: “Un iter partito male che continua peggio. Pieno zeppo di falsi e di irregolarità e di poca trasparenza soprattutto quando si parla della salute dei cittadini. Intanto sosteniamo un residente (l’unico), che ha portato la cosa nelle aule di tribunale” – conclude.




















