Erosione a effetto domino sul Lido di Roma. Il nome improprio che gli danno residenti e pescatori di Ostia è quello di ‘ventolata’ ma il sostantivo non rende bene l’idea. Le ultime mareggiate, spinte dai forti venti che hanno imperversato sul litorale romano, hanno provocato nuovi, devastanti effetti.
Erosione a effetto domino sul Lido di Roma, colpite le strutture di un altro stabilimento sul Lungomare Amerigo Vespucci
Così, dopo la Capannina, anche alcune strutture dello stabilimento Orsa Maggiore, poco distante dall’altro, sono state distrutte dalle onde.
Il Lungomare Amerigo Vespucci è lo stesso, cambiano i numeri civici. 32 per la Capannina e 156 per l’Orsa Maggiore, ma l’effetto non cambia: si vedono impalcati con le cabine ormai lambiti dalla risacca e strutture in calcestruzzo fatte a pezzi e ora circondate da nastro bicolore per impedire che i bagnanti possano avvicinarvisi facendosi del male.
Le immagini che si sono presentate agli occhi dei frequentatori di questo settore del Lido, il più flagellato dall’avanzata inarrestabile del Tirreno, sono eloquenti.

Senza l’adozione di interventi urgenti da parte delle autorità amministrative cui compete l’adozione di misure risolutive per difendere gli arenili, il mare raggiungerà presto la strada cancellando altre infrastrutture e allungando la contabilità, già pesantissima, dei danni.
Nei giorni scorsi il mare grosso aveva mangiato un altro pezzo di spiaggia alla Capannina portando a circa 70 metri il tratto di spiaggia sottratto dalla sua avanzata all’interno dello stabilimento balneare dalla scorsa stagione balneare.
Per fortuna la struttura balneare, con le sue cabine e l’annesso ristorante, sono ancora in piena attività, anche se si guarda con una certa preoccupazione al mancato finanziamento di interventi strutturali di difesa della costa, soprattutto nella zona di ponente. Fatta eccezione, per quelli di ripascimento morbido effettuati nello scorso mese di maggio, a estate già iniziata, ma nella zona di levante.

Il giorno 30 di tre mesi fa si erano conclusi i lavori di ricostruzione dell’arenile effettuati dalla nave Gino Cucco, attrezzata per il riposizionamento della sabbia nei tratti più esposti all’erosione, ma poi trasferita in Abruzzo per effettuare altri interventi dello stesso tipo.
Torna pertanto sotto i riflettori della cronaca l’infinita questione del progressivo avanzamento del mare che ha messo ko stabilimenti come il Kursaal, il V-Lounge e lo Shilling fatti a pezzi dalle onde, all’inizio di quest’anno, quando apparve chiaro che, senza ulteriori contromisure, le onde del Tirreno avrebbero finito per travolgere anche la vicina rotonda dove si trova la fontana dello Zodiaco.
In quell’occasione fu la Regione Lazio ad attivarsi attraverso un sopralluogo dei tecnici dell’area pianificazione e attuazione degli interventi a difesa dell’arenile che progettarono e consentirono la realizzazione di una scogliera semisommersa che impedì un’ulteriore devastazione di quel tratto di litorale.
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