Il pubblico conosce Alberto Sordi attraverso i personaggi che hanno segnato la storia del cinema italiano. Molto meno conosciuta è invece la dimensione privata di un uomo che, lontano dal set, ha sempre difeso con grande attenzione la propria riservatezza. È proprio questo lato meno accessibile dell’attore ad essere al centro di Alberto Sordi Secret, il docufilm scritto e diretto da Igor Righetti, suo cugino e biografo, ora disponibile su Prime Video Italia.
Infanzia, famiglia, sentimenti, abitudini e fragilità compongono un ritratto che cerca di andare oltre l’immagine pubblica di Sordi. Alla base del progetto ci sono ricordi personali e familiari, fotografie, testimonianze e materiali d’archivio, utilizzati per ricostruire alcuni degli aspetti meno raccontati della sua vita.
Dai ricordi di famiglia al racconto cinematografico
Il docufilm nasce dal libro Alberto Sordi segreto, scritto dallo stesso Igor Righetti, e arriva in streaming dopo un percorso passato per le sale cinematografiche, il Festival del Cinema di Roma e i mercati internazionali. L’opera ha ottenuto 36 riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui il premio come miglior docufilm ai New York Film & Cinematography Award. Il progetto, realizzato senza finanziamenti pubblici e con il sostegno di partner privati, è stato inoltre presentato nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati.
A caratterizzare il lavoro è soprattutto la natura delle fonti utilizzate: Righetti sottolinea infatti come la ricostruzione non nasca da elementi di fantasia, ma da episodi vissuti personalmente e memorie tramandate all’interno della famiglia.
«Nel docufilm nulla è fiction o frutto di fantasia» ha infatti spiegato il regista, precisando di aver attinto anche ai racconti del padre Alessandro e del nonno Primo, zio di Alberto Sordi.
Un Alberto Sordi lontano dai riflettori
Una parte importante del racconto è dedicata all’ infanzia e all’adolescenza dell’attore, fino al suo ritorno a Roma all’età di 17 anni. Il percorso viene ricostruito attraverso scene d’epoca, materiali privati e le testimonianze di persone che hanno conosciuto direttamente o indirettamente aspetti della sua storia. La quotidianità di Sordi diviene, insomma, protagonista: il documentario affronta il rapporto con la famiglia, la passione per gli animali, i rapporti con la nobiltà e alcune fragilità rimaste lontane dalla rappresentazione pubblica dell’attore.
Ne emerge così il tentativo di ricostruire una persona che esisteva anche al di fuori dei suoi personaggi, svincolata dalla figura di uno dei volti più celebri del cinema italiano.
Raccontare Sordi alle nuove generazioni
Il progetto guarda anche a chi Alberto Sordi non ha potuto conoscerlo durante gli anni della sua carriera. Tra gli obiettivi indicati da Righetti c’è infatti quello di conservarne e trasmetterne la memoria alle nuove generazioni, utilizzando la dimensione personale come chiave per comprendere meglio la sua produzione artistica.
Una prospettiva sottolineata anche da Federico Mollicone, secondo il quale il documentario consente di oltrepassare stereotipi e rappresentazioni superficiali, per rintracciare invece le «radici umane» della grandezza artistica dell’attore.
Alberto Sordi Secret propone così un viaggio che procede nella direzione opposta rispetto a quella abituale: dall’uomo al grande attore e non dai personaggi all’icona, cercando nella sua storia privata alcune delle radici di una figura simbolo della cultura italiana.



















