“Via le cabine dalle spiagge di Ostia”: finita la stagione, inizierà la loro demolizione

Stagione turistica agli sgoccioli: l’annuncio della rimozione delle cabine dalle spiagge di Ostia scatena le reazioni social

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A Ostia è iniziato il conto alla rovescia: il 30 settembre finisce la stagione balneare e, subito dopo, partirà la rimozione delle cabine sulle spiagge degli stabilimenti balneari. Lo ha stabilito il Campidoglio e l’annuncio che, nel rispetto di quella disposizione, entro breve sparirà uno dei simboli storici del comfort balneare, ha scatenato una serie di reazioni sui social.

Stagione turistica agli sgoccioli: l’annuncio della rimozione delle cabine dalle spiagge di Ostia scatena le reazioni social

All’inizio di questa estate 2026 l’amministrazione capitolina l’aveva annunciato: a fine stagione tutte le cabine rimovibili dovranno essere tolte dagli arenili. E ha condizionato all’attuazione di questa disposizione il rinnovo (temporaneo) delle concessioni degli stabilimenti balneari ai gestori. Ebbene, quel momento sta per arrivare.

“Si invita la gentile clientela a rimuovere gli effetti personali dalle cabine, in quanto le stesse, su ordine tassativo del Comune di Roma, saranno demolite da ottobre prossimo”: è bastato l’annuncio social e l’affissione dei cartelli nei rispettivi stabilimenti balneari per scatenare un putiferio e dividere l’opinione pubblica in due fazioni, i pro e i contro il comfort balneare.

Le reazioni

“30 anni o quasi, cancellati e vedremo poi cosa ne uscirà fuori da questi loro grandi progetti. Ostia non è Rimini e mai lo diventerà” tuona Laura. “Nooo, la mia casetta al mare. Il mio punto di riferimento per l’estate, ormai una grande famiglia. Ci conosciamo tutti” aggiunge Susanna. “Mannaggia anche io non so come faremo anno prossimo dopo 30 anni che prendo la cabina” osserva Marcella.

A mostrare soddisfazione, invece, sono gli aderenti all’associazione Mare libero, gruppo nato “per una gestione del demanio rispettosa della Natura, dei diritti dei bagnanti e dei lavoratori”. Da sempre “denunciano il danno ambientale e paesaggistico causato da muri, cabine in cemento e strutture fisse che impediscono di vedere e raggiungere liberamente l’acqua” e seguono con attenzione l’impegno del Campidoglio a far rispettare quanto prescritto.

Quali cabine verranno rimosse?

Nella sostanza sono escluse dall’obbligo di rimozione tutte le cabine incamerate dal Demanio Marittimo ovvero quelle strutture fisse o rimovibili che, dopo essere state acquisite a bene pubblico, fanno parte del patrimonio dello Stato. Resteranno in piedi, poi, quei pochi casotti per i quali il Comune di Roma ha autorizzato l’edificazione con un titolo edilizio. Infine, si salveranno dalla “migrazione” verso la discarica, le strutture di quegli stabilimenti balneari per i quali non è ancora scaduta la concessione pluriennale.

Il destino del comfort balneare

A cambiare, con l’attuazione di questa misura, non sarà solo il paesaggio ma anche del livello di comfort balneare. Le cabine, infatti, per molti bagnanti non sono un (costoso) capriccio all’insegna del lusso ma una necessità: si pensi alle famiglie con bambini, alle persone anziane, a quanti per regimi alimentari particolari devono portarsi il mangiare da casa.

Torneranno le cabine con la prossima stagione balneare in qugli impianti che si preparano alla loro demolizione? La questione resta sospesa. Il Campidoglio a tal proposito non nega la possibilità di autorizzare il riposizionamento di cabine eco-compatibili e di facile rimozione ma è chiaro che per realizzarle sarà indispensabile l’ottenimento di una licenza edilizia e dei permessi di tutti quegli enti che hanno competenza sul demanio marittimo. Tutto ciò nel quadro di quanto previsto dal PUA (Piano di Utilizzazione degli Arenili) oltre che nei tempi elefantiaci della burocrazia.