
Circola negli uffici di Roma l’ordinanza nella quale il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha definitivamente affidato al suo vicecapo di Gabinetto, Nicola De Bernardini, la guida dell’Ufficio di Scopo Litorale. Dopo l’accentramento della manutenzione stradale nelle mani di Risorse per Roma, è il completamento di un commissariamento di fatto della politica di Ostia. La burocrazia, insomma, ha spodestato il primato politico e, a questo punto, ci si chiede perché mantenere in piedi la Giunta e il Consiglio, evidenti centri di costo con i loro stipendi mensili e i gettoni presenza.
Il Sindaco estende sine die alla guida dell’Ufficio di Scopo Litorale il suo vicecapo di Gabinetto. Di fatto è un commissariamento: a questo punto che senso ha mantenere in piedi Giunta e Consiglio?
Diciamo subito che l’ordinanza di nomina definitiva di Nicola De Bernardini alla testa dell’Ufficio di Scopo Litorale di Roma Capitale non è stata ancora pubblicata. Il provvedimento era nell’aria, lo aveva annunciato lo stesso sindaco nel suo discorso del 25 luglio e tra i politicanti romani della maggioranza si era fatta largo la speranza di poter essere messi a capo della struttura centralizzata. Roberto Gualtieri non è uno sprovveduto e ha evitato la scelta politica preferendo un uomo di provata esperienza e affidabilità (De Bernardini è ai vertici anche della struttura di gestione dell’evento Giubileo 2025), peraltro conoscitore anche del X Municipio dove è stato Direttore Amministrativo.

Nicola De Bernardini è alla guida dell’Ufficio di Scopo Litorale dal 29 dicembre 2023, giorno della sua istituzione per perseguire, è scritto nell’ordinanza, “l’obiettivo dell’affidamento dei servizi legati alla balneazione e pulizia degli arenili delle spiagge libere di Ostia Lido, da raggiungere avvalendosi, per le attività gestionali di competenza, delle risorse e del personale del Municipio Roma X e del Dipartimento Centrale Appalti, nonché, del supporto dell’Avvocatura Capitolina e del Segretariato Generale”. La sua nomina ad interim ora diventa definitiva e i poteri diventano più estesi.
L’accentramento della manutenzione stradale
La centralizzazione dei poteri sulle spiagge e litorale fa il doppio con la decisione annunciata dal Campidoglio di accentrare anche la manutenzione stradale. La decisione nasce dal report affidato a una società di ricerca dal Dipartimento Infrastrutture e Lavori pubblici secondo il quale di 1,9 miliardi di euro stanziati dal Campidoglio tra il 2021 e il 2024, per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, ne è stata impegnata solo la metà (un miliardo). L’incapacità di spesa per mettere a posto le strade da buche e ammaloramenti, è in capo soprattutto ai Municipi e in questo senso al Decimo va la maglia nera tra tutti: nel 2024, nonostante le facilitazioni dovute alla preparazione dell’Anno Santo, il Palazzo del Governatorato ha speso solo il 69% delle risorse disponibili per questa voce di bilancio. Della voce di bilancio legata ai lavori di manutenzione stradale se ne occuperà Risorse per Roma.
Il verde ingiallisce e mancano i dati sul bilancio
E resta senza risposta l’interrogazione presentata in X Municipio dalle opposizioni sull’operato dell’assessorato all’Ambiente, nelle mani della vicepresidente del X Municipio, Valentina Prodon. Gli esponenti della Lega, alla luce dello stato vergognoso in cui versano giardini e spazi verdi di Ostia e dintorni, hanno chiesto un resoconto degli investimenti e delle iniziative intraprese dall’assessorato municipale in tema di verde pubblico e decoro ma, al momento, non ci sono risposte.
Il Municipio come stipendificio
A questo punto, viene da chiedersi che valore politico hanno le iniziative assunte dal sindaco nei confronti di Ostia? Fonti vicine al primo cittadino riferiscono che nei sondaggi di gradimento verso Roberto Gualtieri avviati in vista delle prossime elezioni amministrative, la punta più bassa si sia registrata proprio nel X Municipio e, in particolare, proprio a Ostia. Evidentemente Gualtieri e i suoi collaboratori hanno individuato nella scarsa capacità dei loro rappresentanti istituzionali la prima fonte di rottura tra elettori e amministrazione. Il ritorno forte alla rivendicazione di autonomia e indipendenza comunale da Roma ne è la testimonianza tangibile.
A questo punto c’è da domandarsi se nel calcolo politico al Pd e ai suoi alleati conviene davvero tenere in piedi organi non solo inutili ma anche dannosi all’immagine di efficienza che vuole imprimere il sindaco nel rush finale elettorale. Ovviamente Gualtieri non chiederà mai a Falconi e ai suoi assessori di mollare, anche perchè saranno pure loro a dover raccogliere i voti nell’imminenza della chiamata alle urne, ma forse dovrebbero essere proprio gli interessati a dare dimostrazione di dignità e orgoglio e fare un passo indietro. Alimentare un centro di costo significativo, tra stipendi dei componenti della Giunta e gettoni di presenza nelle Commissioni, non è un buon segnale e indurirebbe ulteriormente la già poco tenera comprensione dei cittadini, stanchi di immobilismo e incapacità.
















