Un grave scandalo per corruzione sta scuotendo il Campidoglio, con nuove accuse che emergono a carico di dipendenti del Comune di Roma, nell’indagine preliminare, avviata nel 2022 dalla Squadra Mobile di Roma e ora giunta all’avviso di conclusione che ha rivelato un presunto sistema di tangenti legate alla manutenzione degli ascensori nelle case popolari.
L’indagine partita nel 2022 svela un sistema di mazzette sugli ascensori delle case popolari. Gualtieri: “Tolleranza zero. Funzionari rimossi”
Diciotto persone sono indagate, tra cui spiccano cinque dipendenti del Dipartimento Lavori Pubblici, con accuse che non si limitano alla corruzione, ma si estendono alla truffa ai danni dell’amministrazione, peculato e assenteismo, delineando un quadro preoccupante di illegalità all’interno dell’ente, mentre il Sindaco Roberto Gualtieri ha ribadito la sua posizione di “tolleranza zero”, sottolineando come i funzionari coinvolti siano stati prontamente rimossi dai loro incarichi.
Le accuse dei PM: corruzione, truffa e peculato
I cinque funzionari comunali, come evidenziato da Open, sono F. Favero, G. Polimanti, F. Pietropaoli, A. Sbardella e A. Di Cicco, tutti indagati a vario titolo per una serie di reati tra corruzione, truffa e peculato.
Secondo la Procura, avrebbero “svenduto la propria funzione pubblica” a beneficio di diverse aziende attive nel settore della manutenzione degli ascensori. I pubblici ministeri sottolineano come, a causa di queste condotte, molti impianti sarebbero rimasti senza la dovuta manutenzione, mettendo potenzialmente a rischio la sicurezza dei cittadini che vivono negli edifici comunali.
Le accuse, tuttavia, non si fermano qui. Tutti e cinque i funzionari sono accusati di truffa per essersi ripetutamente assentati dal posto di lavoro durante l’orario di servizio, in alcuni casi anche per periodi piuttosto lunghi, pur risultando presenti. Una pratica che ha aggravato la posizione degli indagati.
Assenteismo sistematico e uso improprio di risorse pubbliche
L’indagine ha fatto emergere dettagli significativi sull’assenteismo sistematico di alcuni degli indagati, uno dei quali è accusato di aver totalizzato ben 136 ore di assenza tra il mese si marzo e luglio del 2022 che avrebbe lasciato l’ufficio in anticipo, simulando attività in esterna collegate proprio alla manutenzione degli ascensori.
Lo stesso insieme ad un altro funzionario sono anche accusati di peculato per aver utilizzato l’autista e il veicolo in dotazione per motivi personali, configurando un uso illecito di risorse pubbliche.
La risposta del Campidoglio: “Tolleranza zero” e rimozione dagli incarichi
I fatti contestati risalgono al 2022, l’anno in cui gli uffici comunali furono oggetto di perquisizioni da parte della Squadra Mobile. Già da quel momento, i cinque funzionari comunali coinvolti sono stati prontamente rimossi dai rispettivi incarichi.
Il Sindaco di Roma ha subito commentato l’esito dell’indagine esprimendo gratitudine alla Procura per aver concluso un’inchiesta così importante. “Non c’è spazio a Roma per chi non agisce con correttezza e nella legalità – ha dichiarato il primo cittadino, aggiungendo – è importante che si sappia che chi pensa di poter perseguire illecitamente interessi personali nell’esercizio delle sue funzioni verrà individuato e perseguito” – ha concluso Roberto Gualtieri.


















