Metromare al collasso: solo 3 treni in servizio, disastro annunciato e pendolari esasperati

Metromare in ginocchio: dai cinque treni minimi necessari per erogare un servizio, già ridotto all'osso, a soli 4 o 3 convogli in pochi giorni

Un’altra giornata di passione per i pendolari della ferrovia regionale Roma-Lido, che qualcuno vorrebbe chiamare “Metromare”. La linea che collega la stazione di Porta San Paolo a Ostia, il quartiere del mare della Capitale, vitale per migliaia di cittadini, è oggi, martedì 15 luglio, al limite del collasso a causa di una drammatica carenza di convogli.

Metromare in ginocchio: dai cinque treni minimi necessari per erogare un servizio, già ridotto all’osso, a soli 4 o 3 convogli in pochi giorni

Ritardi cronici, soppressioni e una circolazione ridottissima, stanno mettendo a dura prova la pazienza degli utenti, che denunciano un disastro annunciato.

La situazione è precipitata rapidamente nel weekend. Dalle 16 di sabato 12 luglio, il servizio è passato da una condizione già precaria a un vero e proprio dramma con soli quattro treni in circolazione.

Da ieri, lunedì 14 luglio, la situazione è ulteriormente peggiorata, con appena tre convogli attivi dal tardo pomeriggio.

Il risultato è impietoso: ritardi strutturali di almeno dieci minuti su metà delle corse e l’apertura di due “buchi” di trenta minuti nell’orario, che si ripropongono per tutta la giornata, ed il Comitato Pendolari che invita addirittura chi può tra i propri simpatizzanti ad evitare oggi la ferrovia.

Un disastro annunciato: un parco treni inesistente

Le cause di questa debacle sono molteplici e affondano le radici in una gestione che il Comitato Pendolari della Roma-Lido, tramite le parole di Roberto Spigai, definisce “una catena di scelte disastrose”.

CAF300 fermi e non riparati: molti di questi treni restano bloccati dal venerdì pomeriggio al lunedì mattina, con le Officine di Magliana incapaci di effettuare le riparazioni necessarie in tempi brevi.

Il mistero del CAF 385-386 “Lo Spione”: scomparso da sette mesi per una revisione generale, questo convoglio non è mai più tornato in servizio.

Il CAF 393-394 “Il Bloccato” al limite: questo treno ha ormai raggiunto il chilometraggio massimo consentito prima della necessaria revisione, ed ormai non è più utilizzabile per il servizio ordinario.

Tre treni MA200, inutilizzabili dopo una revisione milionaria: rientrati dopo tre anni e mezzo da una “costosissima (e inefficace) revisione”, questi treni sono di fatto inutilizzabili, dimostrando un grave spreco di risorse.

Il CAF300 ex Metro A, ostaggio della burocrazia: un treno proveniente dalla Metro A, già revisionato, giace inutilizzato da tredici mesi alle officine di Magliana, bloccato da un braccio di ferro tra Atac e l’assessore ai Trasporti di Roma Capitale Eugenio Patanè.

Una crisi strutturale, non casuale: l’allarme del Comitato Pendolari della Roma-Lido

È una situazione degradante – spiega Spigai – non si tratta di episodi occasionali, come la caduta di un ramo che blocca la linea, ma di un andamento strutturale di degrado della linea e dei treni, che era tutto prevedibile da anni”.

Le istituzioni, a cominciare da Cotral, non sono riuscite a porre rimedio.

Spigai ricorda come il Comitato avesse già segnalato al direttore generale di Cotral, Enrico Dolfi, il rischio di un ritorno alla situazione critica del 2021. Tuttavia, allora si trattava di episodi sporadici. Ora la crisi è diventata sistemica.

Costi milionari per treni fantasma e inutilizzabili

Dall’elenco ufficiale dell’Autorità Nazionale di Sicurezza Ferroviaria, la Metromare dovrebbe contare su dieci treni omologati: otto CAF della serie 300 e due MA200. La realtà, però, è ben diversa.

Dei CAF, solo cinque sono rientrati dalla revisione, ma uno di questi “non se ne ha più notizia”, aggiunge Spigai. Il treno atteso dalla Metro A è bloccato da giugno 2024.

Ancor più grave la situazione dei due treni MA200, andati in revisione ad agosto 2021 e tornati tra fine 2024 e inizio 2025. Sebbene una revisione generale dovrebbe durare circa sette-otto mesi, per questi convogli ci sono voluti oltre tre anni. La beffa? “Sono costati 13,5 milioni di euro ma sono inutilizzabili”, continua il rappresentante del Comitato Pendolari Roma-Lido.

Macchinisti, capitreni e tecnici temono di utilizzarli perché “si bloccano in linea, non riescono a chiudere le porte, fanno scattare la corrente elettrica”.

Un tentativo di rimetterne in servizio uno ieri pomeriggio si è risolto con un blocco di dieci minuti dell’intera linea.

Estate di fuoco: condizionatori guasti per anni

A completare il quadro desolante, la questione dei condizionatori. Per tre anni, la manutenzione è stata trascurata, lasciando i passeggeri a “schiattare di caldo”.

Solo quest’anno Cotral ha deciso di intervenire, mandando i treni in manutenzione per rifare gli impianti di condizionamento. Questo significa, però, meno treni disponibili proprio nelle ore più calde, un paradosso che aggrava ulteriormente il disagio.

La Metromare si avvia verso un futuro incerto, e il grido “Roma-Lido, estate 2025. Chi può, scenda” risuona sempre più forte tra i pendolari esasperati”.

Il questo articolo la replica e gli impegni del direttore generale Cotral alle denunce dei pendolari della Metromare.

Dipendenti Cotral denunciano carenze di sicurezza dei treni

Una quindicina di dipendenti Cotral, tra macchinisti e capitreno della linea ferroviaria Metromare, avrebbero inviato una denuncia anonima all’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria – ANSFISA: avrebbero segnalato gravi problemi di sicurezza. Secondo quanto riportato da Fanpage, i lavoratori parlano di guasti ai freni, motori difettosi, freno a mano che non si disattiva, e treni che circolano in condizioni non idonee.

Riferiscono, inoltre, di un clima interno di intimidazioni e pressioni per garantire il servizio anche senza i requisiti minimi previsti dalla normativa.

I dipendenti chiedono un’ispezione straordinaria e l’introduzione di una soglia minima obbligatoria di treni funzionanti per garantire la sicurezza. ANSFISA ha dichiarato che valuterà un controllo.