Inneschi incendiari: chi attenta contro il Comune di Fiumicino?

Rinvenuti inneschi incendiari nel rogo di via delle Arti e danni ingenti alla Paoletti Ecologica che serve il Comune costiero

L’origine dell’incendio che ha distrutto larga parte dei cassonetti alla Paoletti Ecologica è ancora da definire anche se l’ipotesi investigativa è che sia doloso. Al contrario, è una sicurezza che il rogo divampato in via delle Arti, davanti alla Sda, è stato alimentato da inneschi. E resta un mistero come si siano accese le fiamme nell’impianto di compostaggio in via della Muratella.

Rinvenuti inneschi incendiari nel rogo di via delle Arti e danni ingenti alla Paoletti Ecologica che serve il Comune costiero

E’ davvero una “strategia criminale”, come accusa il sindaco Mario Baccini, quella che sta interessando in questi ultimi giorni i fatti incendiari che procurano pesanti disagi e ingenti danni a chi vive e opera a Fiumicino? Saranno gli investigatori e la magistratura a stabilire quanto ci sia di vero nelle parole del primo cittadino. E’ un fatto che eventi tanto drammatici così concentrati in poche ore, non si sono mai registrati nella tranquilla vita del Comune di Fiumicino.

Non spetta a noi stabilire se certi episodi siano da collegare a un’unica linea criminale o se, al contrario, siano fatti tra loro scollegati, comunque dall’effetto devastante. Noi possiamo solo mettere in fila gli eventi e gli interessi che gravitano intorno all’amministrazione. A partire dall’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari due funzionari comunali e due imprenditori per l’accusa di tangenti. A essere coinvolti nell’indagine della Procura anche personaggi vicini ai vertici dell’attuale amministrazione; inchiesta che, peraltro, ha prodotto le dimissioni dell’assessora al Turismo Federica Poggio.

Che tra imprenditori e amministrazione locale ci sia fermento lo si evince anche dalle grandi opere in ballo nel comune costiero. E’ in avanzata fase istruttoria la realizzazione del porto crocieristico di Isola Sacra (mezzo miliardo di investimento), si chiede la realizzazione della quarta pista con un nuovo terminal per l’aeroporto (5 miliardi di investimento), si costruirà la nuova darsena commerciale e per la flottiglia locale (36 milioni di euro).

Possono bastano queste grandi opere a richiamare gli appetiti di operatori spregiudicati o di potenziali imprese subappaltatrici dietro le quali si potrebbero nascondere gli inquietanti messaggi di questi giorni indirizzati alla politica? Agli investigatori tocca formulare la risposta a dubbi che, considerati gli interessi in ballo, sono più che legittimi.