L’ombra degli appalti pubblici truccati: dirigenti e imprenditori nei guai per un sistema di “mazzette”. Un’operazione congiunta della Procura di Civitavecchia e della Guardia di Finanza di Roma ha svelato un giro di corruzione e turbative d’asta che avrebbe coinvolto funzionari e dirigenti del Comune di Fiumicino e imprenditori privati.
Appalti truccati e “mazzette” a Fiumicino, inchiesta della Guardia di Finanza: quattro persone agli arresti domiciliari
Quattro persone sono finite agli arresti domiciliari, con l’obbligo del braccialetto elettronico e il divieto di comunicazione con l’esterno. si tratta di due impiegati comunali e due imprenditori privati.
Al centro dell’inchiesta, l’assegnazione pilotata di appalti pubblici milionari in settori chiave come le politiche sociali e l’immigrazione.
Come funzionava il sistema di correzione
Le indagini hanno messo a fuoco un meccanismo consolidato tra il 2016 e il 2024: dirigenti e funzionari comunali avrebbero favorito specifici imprenditori nell’aggiudicazione di commesse pubbliche strategiche, soprattutto nel settore delle politiche sociali e dell’immigrazione.
Il “prezzo” di questi favori? Non solo elargizioni in denaro, ma anche l’uso di carte di credito ricaricate dagli imprenditori e utilizzate dai pubblici dipendenti per spese personali, da acquisti online a cene e festeggiamenti.
Un “duopolio imprenditoriale” garantito per otto anni da affidamenti diretti e proroghe, con un presunto “spezzettamento illegale degli appalti” per eludere le gare.
Le intercettazioni rivelano che dirigenti e funzionari avrebbero fornito “anteprime sui bandi” agli imprenditori amici, concordando modalità e tempi e configurando un “sistematico asservimento della funzione pubblica”.
Cifre da capogiro e l’interesse pubblico
Le cifre degli appalti sotto esame sono considerevoli: oltre 950mila euro tra affidamenti diretti e proroghe tra il 2016 e il 2023, a cui si aggiungono fatture per oltre 4 milioni e 600mila euro per appalti la cui documentazione è ancora in fase di acquisizione.
Un altro imprenditore avrebbe ottenuto lavori per oltre 1 milione e 300mila euro su 22 commesse.
La Procura sottolinea la gravità dei fatti e l’interesse pubblico alla divulgazione della notizia, data la natura dei settori inquinati (servizi sociosanitari e immigrazione) e il ruolo apicale dei soggetti coinvolti. La custodia cautelare con braccialetto elettronico evidenzia il “pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione del fatto”.
La risposta del sindaco, Mario Baccini
Nella nota che segue, il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, ricordando che i fatti contestati riguardano un periodo precedente al suo insediamento, sottolinea la correttezza delle procedure in atto nella sua amministrazione. “In queste ore sono emerse notizie su indagini avviate dalla Guardia di Finanza riguardanti l’attività del Comune di Fiumicino tra il 2016 e il 2023, come riportato anche dalle fonti ufficiali delle autorità competenti che impongono il dovere di informare i cittadini per prevenire fughe di notizie e spettacolarizzazioni dell’azione giudiziaria e garantire il diritto di cronaca attingendo a fonti ufficiali.
È importante sottolineare che il periodo al centro delle indagini non coincide con il mandato dell’attuale Amministrazione.
Fin dal mio insediamento ho scelto un criterio di trasparenza, adottando misure concrete per garantire trasparenza, legalità e correttezza nell’azione amministrativa.
Abbiamo dato piena attuazione al Piano Triennale Anticorruzione, rafforzato i controlli, avviato la rotazione degli incarichi e degli affidamenti, e consolidato un sistema più rigoroso e responsabile. Ogni atto adottato dalla mia Amministrazione è tracciabile e motivato. Continueremo a garantire la massima collaborazione alla Procura affinché sia fatta chiarezza su quanto accaduto in passato e su eventuali responsabilità personali, attenendoci scrupolosamente alle comunicazioni delle autorità competenti”.


















