È ufficiale: la Corte dei Conti del Lazio ha aperto un’inchiesta sulla discussa trasferta della delegazione regionale all’Expo di Osaka, svoltasi dal 15 al 25 maggio. Al centro dell’attenzione le spese sostenute dalla Regione Lazio per partecipare all’evento giapponese, che secondo un esposto presentato dall’opposizione potrebbero superare 1,8 milioni di euro.
Trasferta a Osaka per promuovere il Lazio, parte l’inchiesta della Corte dei Conti per valutare l’eventuale danno erariale
A sollevare il caso è stato il consigliere regionale Alessio D’Amato (Azione), che ha denunciato presunti sprechi di denaro pubblico e una mancanza di trasparenza sulle voci di spesa.
Fra queste: 18.300 euro per trolley personalizzati, 16.000 euro per cocktail di rappresentanza ma anche migliaia di euro per cravatte e foulard brandizzati. A ciò si aggiungono i costi di viaggio, vitto, alloggio e indennità per i 40 membri della delegazione, composta da assessori, consiglieri, funzionari, staff della comunicazione, fotografi e videomaker.
Si valuta il danno erariale
La Procura regionale della Corte dei Conti, guidata da Paolo Rebecchi, ha aperto un fascicolo per valutare se ci sia stato danno erariale valutando tutte le spese.
Il primo passo sarà acquisire documentazione ufficiale, come le determinazioni dirigenziali, gli stanziamenti e i giustificativi di spesa.
La giunta regionale, guidata dal presidente Francesco Rocca, difende l’investimento, sottolineando il valore promozionale dell’iniziativa e l’importanza di raccontare il Lazio come territorio capace di innovare e valorizzare la propria identità culturale.
Tuttavia, D’Amato ha sollevato il dubbio su una possibile duplicazione delle spese per la comunicazione, sostenendo che alcune voci risultino ridondanti rispetto al personale già presente in delegazione con compiti analoghi.
La denuncia di Alessio D’Amato
“I costi finora impegnati – denuncia D’Amato – sembrerebbero superiori a 1 milione e 800mila euro e non è ben specificato se comprensivi anche delle indennità di trasferta, indennità aggiuntive e retribuzioni di diaria e pasti dovute ai dipendenti della regione”.


















