Roma, discoteche nel mirino: “Paghi chi sbaglia, non chi lavora”

I patron delle discoteche romane chiedono un tavolo con le istituzioni: "Usiamo le massime accortezze, ma non possiamo pagare per colpe altrui"

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Foto di archvio

I locali della movida romana tornano sotto i riflettori, ma stavolta a parlare sono i gestori delle discoteche. Preoccupati delle penalizzazioni, a suon di chiusure, per episodi di violenza avvenuti spesso fuori dai loro locali, i patron dei locali si preparano a passare al contrattacco: “Chiederemo i danni a chi sbaglia. Insieme ad altri gestori, stiamo studiando la soluzione coi legali“, annuncia Marco Bornigia del Piper Club.

I patron delle discoteche romane chiedono un tavolo con le istituzioni: “Usiamo le massime accortezze, ma non possiamo pagare per colpe altrui”

Le chiusure imposte dopo episodi di malamovida, infatti, hanno un impatto pesante non solo sull’economia dei locali, ma anche sulle decine di famiglie impiegate nel settore.

Abbiamo massimo livello di prevenzione – spiega Bornigia – con personale di sicurezza qualificato, controlli all’ingresso e ben 44 telecamere interne. Ogni situazione critica viene segnalata tempestivamente alle autorità. Eppure, le serrande si abbassano comunque. Abbiamo pagato per un episodio da noi segnalato e avvenuto fuori dal locale“.

Da qui le chiusure imposte per due settimane. È successo recentemente al Room 26, e poi anche allo storico Piper.L’altra notte c’è stata una rissa in piazza, ai Parioli. Che facciamo, chiudiamo anche la piazza? Nel nostro caso la chiusura è scattata dopo un pugno sferrato in pista, tra giovani che da quanto dichiarato dalla stessa vittima era già stato minacciato da mesi all’esterno. Noi li abbiamo fermati, abbiamo chiamato i carabinieri e poi consegnato il filmato. Che altro dobbiamo fare”, si domandano amaramente dal Room 26.

In campo Asso Intrattenimento

Il problema, denunciano, è sociale. “I ragazzi escono solo per ubriacarsi. Noi non li facciamo entrare se sono alterati, ma basta un comportamento sbagliato su mille e si colpisce l’intero sistema”, afferma Giancarlo Bornigia junior, delegato di Asso Intrattenimento per il Lazio.

L’associazione di categoria ha scritto a Comune, Regione, Questura e Prefettura, chiedendo un codice di condotta condiviso e l’apertura urgente di un tavolo con le istituzioni. “Le linee guida del Ministero dell’Interno sono pronte da gennaio – ricordano – ma nessuno ci ha convocati”.

Nel frattempo, è in preparazione una conferenza stampa all’Hilton di Roma per illustrare la posizione dei gestori. La richiesta è chiara: servono regole certe e responsabilità individuali.

La posizione del Questore

Anche il questore di Roma, Roberto Masucci, è intervenuto sul tema annunciando un piano condiviso con il prefetto Lamberto Giannini.

Tra le misure previste: il coinvolgimento attivo dei gestori nella gestione del decoro urbano, una revisione del sistema di videosorveglianza per fini investigativi e campagne di sensibilizzazione contro alcol e droga.

La vera piaga – ha dichiarato Masucci al Corriere della Sera – è l’abuso di sostanze. Vogliamo che i gestori si espongano pubblicamente su questo fronte”.