Sfratto per Lucha y Siesta. Rocca: “Motivi sanitari”

Il primo passo lo Sfratto per Lucha y Siesta, poi si procederà all'assegnazione con bando

donne

Sfratto in vista per la Casa della donne Lucha y Siesta dall’ex deposito Atac al Tuscolano. La giunta regionale presieduta da Francesco Rocca ha deciso di dare il benservito all’associazione che da 15 anni gestisce la Casa delle donne, dopo una iniziale occupazione e con relativo recupero dell’immobile. Dopo lo sfratto l’assegnazione sarà messa a bando, assicurano dalla Pisana.

Il primo passo lo sfratto per Lucha y Siesta, poi si procederà all’assegnazione con bando

Lo sfratto ventilato da giorni si è concretizzato ieri pomeriggio in giunta.  A rivendicare la volontà di sfratto una nota regionale firmata dallo stesso Rocca, dall’assessore alla Cultura e alle Pari opportunità Simona Renata Baldassarre, e dall’assessore alla Mobilità Fabrizio Ghera.

Le revoche dello schema di convenzione con l’associazione Casa delle donne Lucha y Siesta e della concessione in comodato d’uso gratuito, approvate oggi dalla Giunta, rappresentano un atto dovuto volto a ripristinare la legalità da un lato e le condizioni igienico-sanitarie dell’immobile dall’altro”.

“Edificio non idoneo”

La Regione non toglie nulla a nessuno: si tratta di un atto dovuto. La delibera di Giunta è importante per dare il via a un percorso di riqualificazione e di ripristino della legalità in più step. L’immobile si trova in una condizione di inidoneità igienico-sanitaria certificata e alla quale dobbiamo porre rimedio per dare una accoglienza dignitosa e a norma di legge”.

L’Area Pari opportunità e la direzione regionale competente in materia di patrimonio – assicurano dalla Regione – attueranno le misure transitorie più idonee volte a salvaguardare e tutelare la sicurezza delle donne e dei minori accolti nell’immobile, attraverso il ricollocamento presso strutture antiviolenza appartenenti alla rete regionale, di concerto con Roma Capitale.

 

L’assegnazione sarà messa a bando

L’edificio – che era stato acquistato all’asta dalla Regione Lazio targata Zingaretti proprio per evitare la chiusura del centro – secondo il nuovo indirizzo politico ha bisogno di lavori e “dovrà essere ristrutturato, così da diventare idoneo ad accogliere le donne vittime di violenza e i loro figli“. Il servizio di gestione della struttura, con utilizzo dell’immobile in comodato d’uso, verrà messo a bando, come prevede la legge, viene precisato.

L’ente o l’associazione a cui sarà affidato il servizio assicurerà la presa in carico e l’assistenza per tutte coloro che, vittime di violenze e abusi, avranno bisogno di accoglienza e sostegno. Ovviamente alla procedura a evidenza pubblica potrà partecipare, se avrà i requisiti, anche l’associazione Lucha y Siesta”, chiariscono il presidente Rocca e gli assessori Baldassarre e Ghera.

Alla Regione non c’è più spazio per l’illegalità.ribadiscono – Sulla vicenda dell’immobile di via Lucio Sestio, lo ricordo, è intervenuta la Corte dei conti con un procedimento per danno erariale che coinvolge quattro dirigenti regionali. L’edificio, oggetto di occupazione abusiva dal 2008, quando era ancora di proprietà dell’Atac, fu infatti acquistato dalla Regione nel 2021 e assegnato all’associazione occupante, la Lucha y Siesta”.

A questo proposito la Pisana riporta uno stralcio di quanto scritto dala Corte dei conti: “Il bene acquistato era già occupato senza nessun titolo legale dal collettivo (Lucha y Siesta), di modo che l’acquisto era esplicitamente finalizzato a consentire la prosecuzione dell’occupazione illegittima che altrimenti sarebbe dovuta cessare”.

I magistrati scrivono che risultano “distratte ingenti risorse pubbliche dai fini istituzionali”. La storia, del resto, è ben nota alle cronache”, concludono il presidente Rocca e gli assessori Baldassarre e Ghera.