Roma, in preda all’alcool aggredisce la compagna: arrestato 48enne polacco

Il cittadino polacco, in evidente stato d'alterazione alcolica aveva aggredito la sua compagna anche davanti ai carabinieri arrivati per calmarlo

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Roma: i carabinieri del Comando Provinciale Capitolino nelle ultime ore, coordinati dalla procura della Repubblica capitolina, hanno arrestato due uomini, un 55enne romano e un 48enne polacco, perchè gravemente sospettati e ora indagati per il reato di maltrattamenti in famiglia in due distinti episodi

Il cittadino polacco, in evidente stato d’alterazione alcolica aveva aggredito la sua compagna anche davanti ai carabinieri arrivati per calmarlo

Nel dettaglio, il primo caso è avvenuto questa notte, venerdì 7 luglio nella periferia Est della Capitale, a San Basilio, dove i militari dell’Arma sono intervenuti d’urgenza a seguito delle varie chiamate per la richiesta di soccorsi in via Emanuele Ciceri.

In particolare, ad allertare le forze dell’ordine era stata una 32enne originaria dell’indonesia, raccontando che poco prima il proprio compagno, in preda all’ira e dopo aver bevuto alcol, ha provato a picchiarla per futili motivi, cosa che ha tentato di fare anche in presenza dei carabinieri, ma è stato bloccato e ammanettato, evitando che potesse compiere altre violenze.

Il 48enne polacco quindi è stato arrestato e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, così come accaduto nel secondo caso di maltrattamenti in famiglia, verificatosi sempre ieri nella Città Eterna, in zona Tor De’ Schiavi.

Ad allertare i carabinieri in questa seconda vicenda è stata una madre romana, che ha spiegato d’essere stata assalita dal figlio 55enne perchè quest’ultimo voleva estorcerle del denaro, come accaduto anche in passato, cosa che lei stessa ha denunciato alla forza pubblica.

Anche il 55enne è stato arrestato, portato a Regina Coeli e messo a disposizione del Tribunale di Roma.

Come sempre in questi casi ricordiamo che i procedimenti si trovano ancora nella fase iniziale, quella delle indagini preliminari, e che fino all’emissione di una sentenza di condanna definitiva, tutti gli indagati vanno considerati come presunti innocenti, con le prove che si formeranno nel corso del processo.