Ostia, nuovo caso di benzina “annacquata” e auto danneggiata: un utente denuncia

Un utente chiede lumi tramite un popolare social per sapere come comportarsi dopo un caso di acqua nella benzina che le ha danneggiato la macchina

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Ostia: divampa tramite social un nuovo caso di possibile benzina “sporcata” da acqua che potrebbe essere stata erogata nel fine settimana appena trascorso da un distributore di Ostia ponente. La questione è stata sollevata via social in un gruppo di cittadini ostiensi da Daniela, all’interno di un gruppo da sempre tra i più attivi e con più iscritti tra quelli che trattano le vicende lidensi.

Un utente chiede lumi tramite un popolare social per sapere come comportarsi dopo un caso di acqua nella benzina che le ha danneggiato la macchina

In un post molto circostanziato apparso in rete, la signora Daniela scrive, alla ricerca di maggiori informazioni: “Salve a tutti, sabato 21 gennaio ho fatto il pieno di benzina in un noto distributore di Ostia Ponente. La mia macchina a benzina ha smesso di funzionare. Il meccanico mi ha appena confermato che  il serbatoio era pieno di acqua. Vorrei sapere se qualcuno di voi ha avuto o sta avendo problemi simili  e ricevere dei consigli su come muovermi per chiedere il risarcimento dei danni procurati. Grazie molte”.

Ovviamente se fosse confermato e a questo punto si attendono eventuali sviluppi per sapere se davvero il danno alla vettura della signora fosse stato causato da quello che sarebbe un grave disservizio, e rappresenterebbe un nuovo caso, dopo quello verificatosi sempre ad Ostia, ma ad un distributore situato a levante (leggi qui) e che ha avuto così tanto eco dopo il nostro articolo da spingere alcuni ispettori dell’agenzia delle accise a recarsi poco dopo la pubblicazione su canaledieci.it sul posto a chiederne conto al titolare e ad effettuare controlli al riguardo (leggi qui).

Inoltre, sempre a fine settembre scorso, vi abbiamo raccontato di un altro caso susseguente, quello dei danni da “misto fuel” (leggi qui).

Ovviamente all’interno del popolare social si sprecano le richieste (giuste dal punto di vista del consumatore, che vorrebbe evitare di andare a fare rifornimento a un benzinaio che potrebbe potenzialmente danneggiargli pesantemente la macchina) di sapere esattamente quale sia questo distributore situato a ponente.

Ma ovviamente, anche per evitare problematiche legali, la signora evidentemente attende verifiche chiare per sapere esattamente se il danno al suo veicolo sia direttamente correlato alla “benzina annacquata” e poi capire come procedere, anche a livello legale e di risarcimento economico eventuale.

A questo proposito le giunge in soccorso uno dei più stimati avvocati del Lido, molto attivo sui social e sempre al servizio dei cittadini con consigli legali di ogni tipo, Guido Pascucci, che noi più volte abbiamo intervistato sulle tematiche più disparate (leggi qui).

Al riguardo, sotto al suo post, sono molto importanti ed interessanti le delucidazioni che l’Avvocato Pascucci fornisce alla signora Daniela, per sapere come muoversi nella vicenda specifica che la coinvolge in questo caso:

“Signora le scrive Pascucciio ho assistito e seguito altre vicende simili (per benzinai di Ostia Ponente e Levante, per distributori dell’Infernetto, di Acilia, molti casi). È possibile inoltrare richiesta di risarcimento al gestore della pompa, ma oltre ad avere la ricevuta per il carburante con pagamento tracciabile, deve avere una perizia in cui il suo tecnico deve rappresentare, illustrare e documentare come l’effetto (il carburante “sporco”, l’acqua nel serbatoio) sia stato determinato esclusivamente da quella causa (in famoso “nesso di causalità” di cui si parlava prima). Il fatto che un’evento, un problema sia già accaduto ad una persona, per un singolo benzinaio, Non vuol dire che la stessa cosa accada uguale, e con le stesse modalità anche in altri distributori. Ogni vicenda deve essere documentata da zero, in ogni dettaglio,non esiste l’esperienza vissuta, o il precedente vincolante – per fortuna non siamo in un film americano- . Per quanto riguarda la pubblicazione del nome, è assolutamente fuori luogo e vietata (non solo dal regolamento del gruppo, ma anche dalla legge, che punisce la diffamazione)in questa fase non si può dire il nome, e neanche elementi o indizi che riconducano chiaramente al singolo benzinaio. Al momento, in cui ancora non esiste una sentenza definitiva (Non basta una perizia, Non bastano più persone che confermano il problema, serve una sentenza di Tribunale passata in giudicato) che dimostri la colpa, Quindi non si può dire nulla.”

Stante la chiarezza dell’intervento e la necessità dei passaggi da affrontare se la cittadina vorrà dare seguito a questa sua segnalazione social, staremo ora a seguire la vicenda per vedere se spunteranno altri casi e informarvi tempestivamente, per una vera informazione di servizio.

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Ostia, dopo le denunce per la benzina annacquata scoppia il caso danni da “misto Fuel”