Pomezia, sequestrate quasi 13mila zanzariere elettriche: “Erano infiammabili”

A Pomezia sono state sequestrate 12.900 zanzariere elettriche. I prodotti, fabbricati in Cina, non erano sicuri per il materiale plastico utilizzato e non avevano superato la prova d'infiammabilità.

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A Pomezia sono state sequestrate 12.900 zanzariere elettriche. I prodotti, fabbricati in Cina, non erano sicuri per il materiale plastico utilizzato e non avevano superato la prova d’infiammabilità.

I funzionari ADM della Sezione Operativa Territoriale (SOT) di Pomezia, nello svolgimento dell’attività istituzionale riferita ai controlli doganali delle merci in tema di sicurezza dei prodotti, hanno sottoposto a fermo amministrativo 12.900 zanzariere elettriche provenienti dalla Cina e destinate al mercato nazionale.

I particolari prodotti, sui quali era apposta la marcatura CE ed era stata fornita la documentazione sulla loro conformità, sottoposti ad accertamenti tecnici attraverso l’IMQ (Istituto italiano per il Marchio di Qualità), sono risultati difformi per il materiale plastico utilizzato, che non ha superato la prova d’infiammabilità prevista dalla norma EN 60335-2-59.

Altre difformità sono state rilevate per le informazioni riportate sulle etichette. Gli stessi prodotti, privi dei requisiti di sicurezza previsti dal Reg. CE 765/2008, potranno essere conformati, distrutti o rispediti all’estero, in quest’ultimo caso con attivazione delle procedure di allerta a diffusione unionale

Pomezia, sequestrate zanzariere elettriche: il precedente

Già il 9 dicembre 2020, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Pomezia,  avevano sequestrato 5.600 zanzariere elettriche destinate al mercato nazionale.

L’operazione rientrava nell’ambito dello svolgimento dell’attività istituzionale riferita ai controlli doganali delle merci in tema di sicurezza dei prodotti.  Le zanzariere presentavano il particolare rischio dovuto alle cosiddette ‘parti in tensione’ che risultavano accessibili attraverso la griglia della gabbia metallica. Gli accertamenti tecnici sono stati effettuati attraverso l’Istituto Imq che confermava la difformità dei prodotti importati.

L’importatore era stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri per aver introdotto nel territorio doganale dell’Unione europea, al fine dell’importazione, prodotti industriali con segni mendaci.

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