Quattro mesi di reclusione con pena sospesa e un netto ridimensionamento del quadro accusatorio. Si è concluso così, con il giudizio abbreviato davanti al gup di Roma, il processo a carico di Eitan Bondì, il ventiduenne – vicino alla Comunità ebraica – responsabile degli spari con una pistola ad aria compressa al termine delle manifestazioni del 25 aprile scorso a Parco Schuster.
Spari ai manifestanti al Parco Schuster: il giudice ridimensiona le accuse per il 22enne arrestato il 25 aprile. L’Anpi, parte civile nel processo
Nel procedimento si era costituita parte civile anche l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).
I fatti risalgono alla giornata della Festa della Liberazione quando, a margine del corteo romano, il giovane aveva indirizzato gli spari contro un uomo e una donna, entrambi iscritti all’Anpi. L’episodio aveva destato forte scalpore, trasformando un pomeriggio di celebrazioni in una giornata di tensione.
Dal tentato omicidio al reato di percosse
La posizione giudiziaria del ventiduenne si è progressivamente alleggerita nel corso delle fasi processuali. Nell’immediato per lui era scattato l’arrestato con l’accusa di duplice tentato omicidio.
Dalla grave accusa alla prima derubricazione. Il gip ha successivamente ridimensionato l’imputazione in tentate lesioni pluriaggravate (con l’aggravante della premeditazione) e porto abusivo d’armi.
La sentenza del gup. L’esito della camera di consiglio ha visto un ulteriore ridimensionamento, con i reati riqualificati in percosse e la contestuale assoluzione dall’accusa di porto abusivo d’armi.
Le richieste della Procura e la presenza in aula
Il 22enne ha assistito di persona alla lettura della sentenza. La decisione del giudice si scosta significativamente da quanto richiesto dall’accusa: al termine della requisitoria, infatti, la Procura di Roma aveva sollecitato una condanna a due anni di reclusione.


















