Emergenza idrica a Porta di Roma e Bufalotta: “Rubinetti a secco da oltre 24h” e l’incubo del cantiere allagato (VIDEO) 

Guasto al cantiere e maxi allagamento a Porta di Roma: così la rottura dei tubi avrebbe lasciato senz'acqua i residenti: “Un intero quadrante in ginocchio”

Un’intera comunità lasciata all’improvviso senza una goccia d’acqua per oltre 24 ore, mentre a pochi passi dalle abitazioni, un cantiere edile si trasforma in un vero e proprio lago artificiale. È l’amara realtà che stanno vivendo centinaia di famiglie residenti nel quadrante nord-est della Capitale, tra Porta di Roma e la Bufalotta.

Guasto al cantiere e maxi allagamento a Porta di Roma: così la rottura dei tubi avrebbe lasciato senz’acqua i residenti: “Un intero quadrante in ginocchio”

Il blackout idrico è iniziato intorno nel primo pomeriggio di lunedì scorso, estendendosi rapidamente a macchia d’olio da via Antamoro a via Bragaglia e coinvolgendo diverse zone del III Municipio.

Il disservizio ha impattato pesantemente sulla quotidianità di migliaia di cittadini, costretti a fare i conti con i rubinetti completamente a secco per una giornata intera. A rendere ancora più grave il quadro complessivo secondo quanto riferisce la denuncia dei residenti, è stata la chiusura forzata di alcuni plessi scolastici della zona, decretata per l’impossibilità di garantire i minimi standard igienico-sanitari, unitamente alle forti criticità riscontrate all’interno dei presìdi sanitari situati nel perimetro colpito dal guasto.

Le ipotesi sulle cause: il cantiere trasformato in lago e le condotte tranciate

Sulle cause dell’accaduto sono in corso le opportune verifiche tecniche. Secondo quanto riferito dai residenti sulla base delle informazioni apprese dai canali di assistenza e dalle evidenze visive sul posto, il problema sarebbe scaturito da un danno alle condotte idriche principali verificatosi all’interno di un cantiere in via Bragaglia, coinciso con la fase di forte maltempo che ha colpito la zona.

L’ingente fuoriuscita d’acqua ha allagato lo scavo di cantiere, creando un vasto bacino che ha reso necessarie complesse operazioni di drenaggio tramite idrovore prima di consentire ai tecnici di intervenire sulle tubature per la riparazione.

La voce dei cittadini: tra rabbia e richieste di risarcimento

Sui gruppi di quartiere e sulle piattaforme social la rabbia dei residenti è esplosa in modo corale, esasperata soprattutto dalla reiterazione dell’episodio a breve distanza di tempo.

«La prima volta può essere accidentale, ma la seconda è negligenza», sfoga una residente esasperata, sottolineando come già nel mese di settembre si fosse verificato un guasto analogo nello stesso punto, poi riparato in tempi brevi.

Oggi invece lo stop si sta protraendo da troppo tempo: «Siamo da più di ventiquattro ore senza acqua e quel cantiere continua a creare disagi enormi a un intero municipio», incalza un altro abitante della zona. Tra le famiglie sale la protesta: «Gli amministratori dovrebbero chiedere un parere legale per valutare una richiesta di risarcimento danni, visto il prolungarsi di questa situazione sostenuta a stento».

Le richieste di chiarezza e l’intervento delle autorità

L’episodio riapre con forza il dibattito sulla sicurezza, sui controlli e sulla gestione dei cantieri privati e pubblici situati a ridosso delle grandi infrastrutture di rete del territorio capitolino.

I cittadini chiedono ora che le istituzioni municipali e le aziende delegate al servizio idrico, facciano piena luce sulle responsabilità dei danneggiamenti, garantendo non solo il completo e rapido ripristino del flusso d’acqua, ma anche un piano straordinario di verifiche che eviti il ripetersi di simili emergenze nel III Municipio.

Si precisa che le effettive responsabilità civili, amministrative o eventuali profili di colpa legati al danneggiamento della condotta e alla gestione dei lavori nel cantiere di via Bragaglia sono tuttora oggetto di accertamento da parte degli enti gestori del servizio idrico e delle autorità competenti. Le opinioni e le ricostruzioni riportate rappresentano le testimonianze e le denunce formalizzate dai cittadini interessati dai disservizi, in attesa che le perizie tecniche chiariscano in via definitiva la dinamica dell’accaduto.