Una sequenza di fatti d’arma e violenze consumate nell’arco di pochissime ore ha riportato al centro dei riflettori un noto esercizio commerciale lungo via Casilina. L’intervento della Polizia di Stato ha portato alla revoca definitiva della licenza, svelando un preciso filo conduttore con il passato del locale.
Minuziosa ricostruzione della Polizia di Stato svela la finta svolta del “Latin pub” del degrado: chiusura definitiva dopo un weekend di terrore
A far scattare l’ultimo e decisivo provvedimento dell’Autorità di Pubblica Sicurezza è stato il bilancio drammatico registrato nel corso dell’ultimo fine settimana.
Nel giro di breve tempo, all’interno del locale e nelle sue immediate adiacenze, gli agenti sono dovuti intervenire per una violenta rissa culminata con l’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco tra la folla, a cui si sono aggiunti un tentativo di violenza sessuale subito da una turista all’interno dei servizi igienici dell’esercizio e un secondo episodio di violenza consumatosi all’esterno.
Su tutti questi gravi avvenimenti, sono tuttora in corso le complesse indagini di polizia giudiziaria volte a individuare i singoli responsabili.
L’istruttoria d’impatto: la ricostruzione delle precedenti gestioni
Oltre al piano puramente repressivo e penale, la svolta dell’operazione è arrivata sul fronte amministrativo. Su impulso del Commissariato di Pubblica Sicurezza Torpignattara, la Divisione Amministrativa della Questura di Roma ha avviato una capillare attività investigativa mirata a ricostruire la storia dell’esercizio, noto nel quartiere come “Latin pub” per via della sua abituale frequentazione da parte di avventori sudamericani. L’analisi degli agenti ha permesso di far emergere un elemento chiave: il locale non aveva mai realmente interrotto il proprio filo conduttore con le precedenti e problematiche gestioni che lo avevano caratterizzato negli anni passati.
Il sistema dei prestanome e la continuità contrattuale smascherata
Gli approfondimenti della Polizia di Stato hanno messo a nudo un meccanismo contabile e societario volto a schivare i controlli. Nonostante nel tempo si fossero alternate sulla carta diverse compagnie societarie per gestire la struttura, l’incrocio minuzioso tra i dati finanziari, i contratti di locazione dell’immobile e le risultanze delle banche dati di polizia, ha dimostrato che la conduzione reale dell’attività era rimasta sostanzialmente identica.
A confermare questo quadro sono stati i controlli sul personale impiegato al banco e tra i tavoli: i dipendenti trovati al lavoro risultavano infatti, in larga misura, le medesime persone già inserite nei turni delle precedenti gestioni sanzionate.
Il curriculum del locale e i precedenti provvedimenti sanzionatori
La storia amministrativa del bar di via Casilina si presentava infatti costellata da una lunghissima serie di interventi sanzionatori. Nel corso degli anni, l’esercizio era stato raggiunto da svariati provvedimenti ex articolo 100 del TULPS, con sospensioni temporanee della licenza che variavano dai quindici ai quarantacinque giorni.
A questi stop si erano sommati due distinti provvedimenti di revoca della licenza e persino un sequestro preventivo disposto dall’Autorità Giudiziaria, fino ad arrivare alla sospensione disposta dal Questore soltanto il mese scorso per analoghe criticità legate all’ordine pubblico.
I sigilli definitivi e le garanzie nel corso delle indagini
Di fronte a un quadro ritenuto del tutto incompatibile con la tutela della sicurezza dei residenti e dei clienti, il Questore di Roma ha firmato la revoca della licenza all’attuale titolare, consentendo agli agenti di apporre i sigilli e chiudere definitivamente la struttura. Si precisa che le indagini relative agli ultimi fatti di cronaca registrati all’interno e all’esterno del locale versano attualmente nella fase delle indagini preliminari.
Nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, le posizioni penali dei soggetti eventualmente coinvolti negli episodi di violenza saranno valutate e accertate soltanto a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.


















