
Rendere la comunicazione più accessibile significa offrire a un numero maggiore di persone la possibilità di esprimersi, comprendere gli altri e partecipare alla vita quotidiana. L’iniziativa è rivolta a insegnanti, educatori, operatori, famiglie e a tutte le persone interessate a conoscere strumenti e metodologie capaci di facilitare la comunicazione. Il programma prevede un approccio pratico, con approfondimenti sui simboli, sui quaderni di comunicazione e sulla traduzione dei testi. Gli incontri sono condotti dalla logopedista Giuditta Porretta e da Francesca Di Domenico, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva.
Il ciclo “La cultura delle relazioni” propone momenti di confronto aperti agli adulti. Al centro la conoscenza di sé, la comunicazione, la cura reciproca e le dinamiche familiari
L’iniziativa è rivolta a insegnanti, educatori, operatori, famiglie e a tutte le persone interessate a conoscere strumenti e metodologie capaci di facilitare la comunicazione. Il programma prevede un approccio pratico, con approfondimenti sui simboli, sui quaderni di comunicazione e sulla traduzione dei testi. Gli incontri sono condotti dalla logopedista Giuditta Porretta e da Francesca Di Domenico, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva.
Perché la Comunicazione Aumentativa Alternativa è importante
La CAA comprende strategie e strumenti che possono sostenere le persone con bisogni comunicativi complessi. Non è una soluzione uguale per tutti e non sostituisce necessariamente il linguaggio verbale: può affiancarlo, integrarlo o offrire modalità alternative di espressione, secondo le esigenze individuali.
Conoscere questi strumenti può essere utile a chi lavora nella scuola, nei servizi educativi e nell’assistenza, ma anche ai familiari che desiderano comunicare in modo più efficace con bambini, ragazzi o adulti che incontrano difficoltà nell’esprimersi. Simboli, supporti visivi e quaderni di comunicazione possono facilitare la comprensione di messaggi, richieste e situazioni quotidiane.
Il valore dell’iniziativa sta soprattutto nella possibilità di trasformare un principio generale, quello dell’inclusione, in competenze concrete. Una comunicazione più accessibile può contribuire a ridurre le barriere nella partecipazione e a rendere più comprensibili ambienti, attività e relazioni.
Che cos’è la Comunicazione Aumentativa Alternativa e come funziona
La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) è un insieme di strategie e strumenti che aiutano le persone con difficoltà comunicative a esprimere bisogni, pensieri ed emozioni e a comprendere meglio i messaggi degli altri. Può essere utile a bambini, ragazzi e adulti che faticano a parlare o a farsi comprendere, anche in presenza di disturbi del neurosviluppo o di altre condizioni che rendono difficile la comunicazione.
Il termine aumentativa indica che questi strumenti sostengono e arricchiscono le capacità comunicative già presenti; alternativa si riferisce invece alle modalità che possono affiancare o sostituire la parola parlata quando non è sufficiente. La CAA non impedisce lo sviluppo del linguaggio verbale, ma offre ulteriori possibilità per comunicare e partecipare alla vita quotidiana.
Nel suo utilizzo quotidiano, la Comunicazione aumentativa é applicata tramite fotografie, immagini, pittogrammi, tabelle, quaderni comunicativi e applicazioni digitali. Per esempio, un bambino che non riesce a esprimere facilmente una scelta può indicare il simbolo di un gioco, di un alimento o di un’attività.
Questi strumenti possono essere utilizzati a casa, a scuola e negli ambienti sociali, per facilitare le interazioni e favorire una maggiore autonomia.
La CAA non consiste semplicemente nell’utilizzare immagini: è un percorso personalizzato, costruito in base alle esigenze della persona e, quando necessario, con il coinvolgimento di professionisti qualificati, familiari e insegnanti. Anche chi le sta accanto impara a utilizzare gli strumenti, rispettare i tempi di risposta e creare occasioni autentiche di comunicazione.
Le origini della CAA risalgono alla seconda metà del Novecento. Le prime esperienze strutturate si svilupparono soprattutto tra gli anni Cinquanta e Sessanta, mentre negli anni Settanta e Ottanta il settore acquisì maggiore riconoscimento e si diffusero approcci e strumenti più organizzati. Non esiste una singola data di nascita: la disciplina si è evoluta nel tempo, anche grazie alle nuove tecnologie.
Questo é un tema importante molto trasversale e che riguarda non soltanto gli specialisti, ma anche le comunità scolastiche, le famiglie e tutti coloro che entrano in contatto con persone con differenti modalità comunicative.
Il programma: il Quaderno dei resti e gli strumenti per comunicare
In particolare, i prossimi incontri dell’evento prevedono: lunedì 26 ottobre, giovedì 5 novembre e lunedì 9 novembre 2026, con orario 16-18. Tra i temi affrontati figura la costruzione del Quaderno dei resti, con l’utilizzo del software ARASAAC, nell’ambito delle attività dedicate agli strumenti per favorire la partecipazione e la comunicazione. Il percorso è rivolto a insegnanti, educatori, operatori e famiglie interessati a conoscere strumenti utili a sostenere l’inclusione e facilitare la comunicazione nella vita quotidiana.
Gli incontri si tengono alla Biblioteca comunale Luigi Porcari, in via Monsignor Giacci 3, a Rocca Priora. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare la biblioteca al numero 06 99150087, interno 10/1, oppure scrivere a biblio.rpriora@sistemacastelliromani.it.
Il percorso è sostenuto dal finanziamento del Bando MIC per la promozione della lettura. Per chi lavora nell’educazione e per le famiglie, rappresenta un’ulteriore possibilità per conoscere strumenti applicabili nella vita di tutti i giorni e approfondire il significato concreto dell’accessibilità comunicativa.
Per maggiori informazioni visitare il sito ufficiale del consorzio dei Castelli Romani, Castellinforma, cliccando su queste parole chiave colorate in arancione contenute nell’articolo.

















