Salame tolto dal mercato per rischio microbiologico, nuovo richiamo alimentare: marchi e lotti interessati

Nuova richiamo alimentare per un salame venduto nei supermercati italiani: quali dati controllare sulla confezione e quali indicazioni seguire se lo avete comprato

Immagine di repertorio.

Un controllo  ben fatto sulla propria spesa può fare la differenza quando viene segnalato un possibile rischio per la sicurezza degli alimenti. Questa volta l’attenzione si concentra su un salame intero da 550 grammi, per il quale è stato pubblicato un avviso di richiamo alimentare a scopo precauzionale. La segnalazione riguarda un possibile rischio di contaminazione microbiologica e invita i consumatori a verificare con attenzione i dati riportati sulla confezione.

Nuova richiamo alimentare per un salame venduto nei supermercati italiani: quali dati controllare sulla confezione e quali indicazioni seguire se lo avete comprato

In particolare, il provvedimento interessa uno specifico prodotto e un determinato lotto: non riguarda, quindi, indistintamente tutti i salami in vendita. Chi ha acquistato recentemente questo tipo di alimento può controllare l’etichetta per accertare se la confezione rientra tra quelle segnalate e capire come comportarsi.

Qual è il prodotto interessato e cosa fare

Nel dettaglio, il richiamo alimentare riguarda il salame emiliano filzetta a marchio CLAI, commercializzato in pezzi interi da 550 grammi. Per identificare correttamente il prodotto è necessario verificare due informazioni fondamentali: il numero di lotto 26794838 e il termine minimo di conservazione (TMC) del 12 gennaio 2027.

Il salame è stato prodotto da CLAI Sca nello stabilimento di via Gambellara 62/a, a Sasso Morelli, frazione di Imola, nella città metropolitana di Bologna. Il relativo marchio di identificazione è IT 370 L.

L’avviso è stato diffuso da Penny Market, che ha comunicato il provvedimento attraverso una specifica informativa rivolta ai consumatori. La motivazione indicata è un potenziale rischio microbiologico. Nell’avviso riportato non vengono forniti ulteriori dettagli sull’eventuale microrganismo coinvolto, perciò non è possibile precisare la natura della possibile contaminazione.

La raccomandazione è chiara, in questi casi: per proteggere la propria salute non bisogna mai consumare il salame appartenente al lotto indicato.

Va evidenziato che la cautela è necessaria anche quando la confezione appare integra e il prodotto non presenta cambiamenti evidenti nell’aspetto, nel colore o nell’odore. Questi elementi, infatti, non sono sufficienti a escludere un possibile rischio microbiologico.

Chi possiede una confezione interessata dal provvedimento può restituirla al punto vendita in cui è stata acquistata, seguendo le indicazioni fornite dal negozio. È importante controllare attentamente il lotto prima di procedere, perché la segnalazione riguarda esclusivamente il prodotto identificato nell’avviso.

Il richiamo alimentare interessa i punti vendita nelle regioni Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto, oltre alle province autonome di Trento e Bolzano.

Per chi ha il prodotto in frigorifero, il passaggio da fare è dunque verificare l’etichetta e confrontare i dati con quelli comunicati. In caso di corrispondenza, il salame non deve essere consumato e va riportato al negozio per ottenere il relativo rimborso.