Blitz della Guardia di Finanza di Roma: smantellata rete di fatture false da 24 milioni di euro (VIDEO)

Frode, riciclaggio e fatture false, sono emersi nell'inchiesta partita tra Roma e l'Agro Pontino: in un biliardo era nascosto un tesoro da 400mila euro

Un’imponente operazione di polizia economico-finanziaria condotta dalla Guardia di Finanza di Roma ha interessato l’intero territorio nazionale, pur avendo la sua matrice operativa nel Lazio. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Velletri, ipotizza un’associazione a delinquere radicata tra Roma e Latina, dedita a frodi fiscali, riciclaggio e indebita percezione di fondi pubblici.

Frode, riciclaggio e fatture false, sono emersi nell’inchiesta partita tra Roma e l’Agro Pontino: in un biliardo era nascosto un tesoro da 400mila euro

L’attività investigativa è stata avviata nel 2023 dai finanzieri della Compagnia di Nettuno, i quali hanno ricostruito quello che viene ritenuto uno strutturato meccanismo di frode fiscale gestito da un sodalizio con base logistica nelle province di Roma e Latina.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione offriva un pacchetto illecito completo a favore di svariate aziende, avvalendosi di società “cartiere” prive di reale operatività aziendale. Tali società fittizie, operanti formalmente nei settori dell’edilizia, della telefonia e del commercio, risultavano ubicate sia sul territorio laziale sia nelle province di Cosenza, Milano e Napoli.

Il sistema delle fatture false e la restituzione dei contanti

L’impianto accusatorio descrive un circuito contabile fraudolento mirato a far evadere le imposte e a creare crediti fiscali inesistenti. In totale sono risultate coinvolte 64 tra società e ditte individuali, le quali avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti superando i 24 milioni di euro e generando un’evasione d’imposta stimata in oltre 4 milioni di euro.

Il meccanismo operativo prevedeva che, a fronte dell’emissione dei documenti falsi, le aziende clienti facessero confluire il denaro verso i conti delle cartiere; da qui, attraverso passaggi finanziari “a cascata” gestiti da prestanome compiacenti, il contante veniva prelevato e restituito agli imprenditori al netto della percentuale trattenuta dall’associazione come compenso per il servizio.

I crediti per il Mezzogiorno e la truffa sui sussidi di disoccupazione

Accanto al sistema delle fatture false, le indagini della Finanza hanno evidenziato la creazione di crediti d’imposta fittizi per quasi 23 milioni di euro, legati prevalentemente ad agevolazioni per gli investimenti delle imprese nel Mezzogiorno.

Circa 1,5 milioni di euro di questi crediti, risulterebbero già utilizzati in compensazione tramite i modelli F24 telematici per azzerare debiti fiscali e previdenziali effettivi. Le condotte contestate comprendono inoltre l’autoriciclaggio dei proventi illeciti e la percezione indebita della NASpI: alcuni indagati e loro congiunti avrebbero infatti incassato dall’INPS oltre 80mila euro, grazie alla simulazione di fittizi rapporti di lavoro dipendente con le stesse società cartiere del gruppo.

I controlli sul territorio nazionale e i sequestri nel Lazio

Pur trattandosi di un’operazione estesa a varie regioni — con decreti d’esecuzione rivolti a 48 tra persone fisiche e società anche in Lombardia, Campania, Emilia Romagna e Calabria — l’azione sul campo si è concentrata in modo capillare su diversi comuni del Lazio.

Ai controlli hanno preso parte i militari dello S.C.I.C.O. e le unità cinofile “cash dog” di Fiumicino. I sigilli sono scattati su beni mobili e immobili per oltre 4,5 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori sequestri eseguiti tra la Capitale e i comuni di Cisterna di Latina, Ariccia, Zagarolo, Fonte Nuova e Riofreddo, che hanno riguardato complessivamente un’ampia villa con piscina, appartamenti, un immobile industriale, 32 tra auto di lusso e moto d’epoca, macchinari industriali e un’imbarcazione da diporto.

La perquisizione nel tavolo da biliardo

Tra gli episodi più emblematici emersi durante le perquisizioni locali, i finanzieri, utilizzando sonde videoscopiche ad alta precisione, hanno scovato all’interno dell’intelaiatura di un tavolo da biliardo ben 100mila euro in contanti, affiancati da decine di orologi di pregio e gioielli per un valore commerciale stimato in oltre 300mila euro, unitamente a 84 cartucce detenute abusivamente.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza, l’eventuale responsabilità penale e le contestazioni a carico delle persone indagate potranno essere accertate soltanto a seguito di una sentenza di condanna passata in giudicato.