Sfregio alla tomba di Rino Gaetano al Verano: rubato il tavolino dei ricordi dei fan

La scoperta fatta dalla sorella del cantautore al cimitero del Verano. Un ennesimo furto sulla tomba di Rino Gaetano dopo quello dell'ukulele nel 2013

La tomba di Rino Gaetano

Un gesto incomprensibile, che ferisce ancora una volta la memoria di uno dei cantautori più amati d’Italia. L’area ricordo della tomba dedicata a Rino Gaetano, all’interno del cimitero monumentale del Verano a Roma, è stata presa di mira dai ladri.

La scoperta fatta dalla sorella del cantautore al cimitero del Verano. Un ennesimo furto sulla tomba di Rino Gaetano dopo quello dell’ukulele nel 2013

A fare la triste scoperta è stata questa mattina la sorella dell’artista scomparso nel giugno 1981, Anna Gaetano. Giunta al loculo del fratello per portargli dei fiori, Anna ha trovato il vuoto: è sparito il piccolo tavolino presente fin dal 1996, sul quale da quasi trent’anni i fan erano soliti lasciare pensieri, lettere, ringraziamenti e dediche.

Il saccheggio e la denuncia

Insieme al tavolino sono portati via il quaderno dei messaggi e un vaso da fiori in vetro e canne di bambù. A terra, abbandonati dai profanatori, sono rimasti soltanto un posacenere e una rosa del deserto.

«Quel tavolo non dava fastidio a nessuno — racconta a Canaledieci Anna Gaetano —. In passato ne avevamo uno più grande, ma per evitare di intralciare il passaggio delle scale per raggiungere i loculi più in alto lo avevo sostituito con uno leggermente più piccolo. Era lì da quasi trent’anni. Purtroppo già in passato avevano rubato i quaderni dei fan. Per fortuna la lapide è a posto: prima portavano via la cornice con la foto, così l’abbiamo fatta in ceramica ed è più difficile da smurare. Portano via tutto, pensando forse che si tratti di oggetti toccati da Rino, ma non è così».

Dopo aver passato mezza mattinata a cercare invano gli oggetti asportati tra i viali del cimitero, Anna Gaetano si è dovuta arrendere e ha presentato formale denuncia presso la segreteria del Verano, tornando a casa con il mazzo di fiori che non ha potuto lasciare. «Trovo che si tratti di gente disturbata e con una forte dose di cattiveria. Né io né mio fratello abbiamo mai fatto del male a nessuno, eppure continuano ad accanirsi».

I precedenti: il furto dell’ukulele 

Non è purtroppo la prima volta che la tomba del cantautore crotonese — situata al Riquadro 119 (piano terra, cappella quinta, loculo 10) — viene profanata.

Già 13 anni fa, nel 2013, si verificò un episodio analogo e ancora più grave: un malintenzionato, armato di attrezzi da carpentiere, divelse dalla lapide la riproduzione in marmo dell’iconico ukulele con cui Rino Gaetano si esibì al Festival di Sanremo nel 1978. Una scultura speciale in marmo chiaro afyon, fatta realizzare appositamente dalla sorella con incisa la celebre frase: “Sognare la realtà, vivere un sogno, cantare per non vivere niente”. Anche in quell’occasione sparì il diario dei visitatori.

«Ogni mese rubano qualcosa»

Un fenomeno di sciacallaggio continuo che non accenna a fermarsi e che riguarda anche altre tombe celebri del cimitero capitolino, come quella di Alberto Sordi, poco distante da quella di Gaetano, oggi protetta e accessibile solo dall’esterno per motivi di sicurezza.

«Ogni mese rubano qualcosa, sono ladri e gente malata di sciacallaggio — conclude con amarezza la sorella del cantautore —. Aveva ragione Rino quando nella canzone Marziani Noi profetizzava un mondo in rovina: “Noi… l’America, Mosca, il Giappone e la Cina…”. O come in Scusa Mary o Aida. Aveva già capito tutto».