Minacce, estorsioni e bancomat svuotati al Colosseo: ecco dove si nascondeva centurione romano ricercato

Vestito da centurione, insieme a un complice costringeva i turisti sotto minaccia a prelevare enormi somme al bancomat: fine latitanza per un 48enne romano

Una trappola tesa ai turisti con addosso un’armatura da centurione romano, poi le minacce, la rapina e l’estorsione, sotto i riflettori del Colosseo. Si è conclusa in Sardegna la parabola criminale di un 48enne romano, finto centurione abusivo, rintracciato dai Carabinieri e condotto in carcere a seguito della condanna definitiva.

Vestito da centurione, insieme a un complice costringeva i turisti sotto minaccia a prelevare enormi somme al bancomat: fine latitanza per un 48enne romano

Ciò che per ignari visitatori e famiglie in vacanza doveva essere un semplice ricordo fotografico davanti all’Anfiteatro Flavio si trasformava rapidamente in un incubo d’altri tempi. La dinamica del reato, emersa nel corso delle indagini sui fatti consumatisi nel 2022 a Roma, delinea un quadro di particolare gravità e aggressività.

L’uomo, operativo abusivamente nei panni del classico “centurione romano”, utilizzava il travestimento d’epoca come un’esca per agganciare le vittime. Una volta scattata la foto di rito, la recita si interrompeva bruscamente e cambiava volto: insieme a un complice, l’uomo passava alle minacce verbali e fisiche, pretendendo somme di denaro del tutto sproporzionate per lo scatto.

Nei casi più gravi, quando i turisti spaventati non disponevano di contanti a sufficienza, i due finti figuranti scortavano letteralmente i malcapitati fino agli sportelli bancomat più vicini, costringendoli a prelevare all’ATM sotto la minaccia costante di aggressioni.

Dalla capitale alla Sardegna: ecco dove si nascondeva il ricercato

Dopo la raffica di querele, le indagini e le successive condanne passate in giudicato per i reati di rapina ed estorsione, del figurante romano si erano perse le tracce nella Capitale. La svolta è arrivata a centinaia di chilometri di distanza, sull’isola.

A riferire i dettagli sul luogo in cui l’uomo aveva trovato riparo è la testata Cagliari Casteddu: l’ex centurione si nascondeva all’interno di una comunità terapeutica situata nel territorio comunale di Iglesias, nel Sud Sardegna, dove si trovava temporaneamente ospite nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Una copertura che non è bastata a garantirgli la latitanza, anche a causa del suo comportamento problematico tenuto negli ultimi tempi nell’isola.

Il blitz dei Carabinieri e il trasferimento nel carcere di Uta

A porre fine alla permanenza dell’uomo nella struttura sono stati i Carabinieri della Stazione di Tula, che hanno operato in stretta sinergia con i colleghi della Stazione di Iglesias. Come ricostruito, il 48enne era stato peraltro già attenzionato e segnalato all’Autorità Giudiziaria dai militari di Tula per via di ripetuti episodi di escandescenza, violente minacce indirizzate nei confronti della madre e gravissimi atti di autolesionismo.

Quando le verifiche incrociate hanno confermato la presenza dell’ordine di carcerazione emesso dall’Autorità Giudiziaria per i fatti del Colosseo, i Carabinieri sono intervenuti nella comunità. Completate le formalità di rito e le procedure di identificazione, l’uomo è stato prelevato e scortato presso la Casa Circondariale di Uta, dove sconterà la pena detentiva inflittagli.