Nuovo percorso magistrale all’Università della Tuscia sviluppato con quella di Roma Tre: offerte di lavoro in ambito pedagogico

La laurea magistrale offre interessanti offerte di lavoro anche nel mondo della scuola

Debutta un nuovo percorso magistrale all’Università della Tuscia grazie alla collaborazione didattica con l’Università di Roma Tre.

La laurea magistrale inaugurata all’Università della Tuscia offre interessanti offerte di lavoro anche nel mondo della scuola

Si tratta del corso di laurea magistrale LM-85 in “Scienze pedagogiche per le istituzioni educative e sociali” promosso dal Dipartimento di Scienze giuridiche, sociali e pedagogiche (DIKE), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre.

Gli ambiti di inserimento lavorativo comprendono scuole, servizi sociali, enti locali, terzo settore e organizzazioni territoriali.

Evoluzione normativa

La recente entrata in vigore della legge 55 del 2024 ha segnato un passaggio fondamentale per il riconoscimento e la ridefinizione della professione del pedagogista, figura oggi sempre più centrale nella governance dei servizi alla persona. È in questo contesto di trasformazione che si inserisce l’offerta formativa universitaria presentata dal professor Giorgio Crescenza, presidente del corso di laurea.

Un percorso nato per rispondere a una domanda sociale e professionale precisa: garantire standard elevati in un ambito che non ammette approssimazioni. “Il nostro corso risponde all’esigenza di offrire competenze solide e non improvvisate, formando professionisti capaci non soltanto di intervenire nei processi educativi, ma di progettare, coordinare, supervisionare e valutare servizi complessi”, spiega il presidente Crescenza.

L’etica al centro della professione

Accanto alle competenze tecniche e gestionali, l’impostazione didattica intende promuovere una forte sensibilità etica e sociale. Il lavoro pedagogico richiede una spiccata responsabilità verso la comunità e l’individuo. Per questo motivo, l’obiettivo va ben oltre la pura amministrazione delle strutture: “Non formiamo semplicemente gestori di servizi -sottolinea Crescenza-, ma persone in grado di mettere sempre al centro la dignità, i diritti e le possibilità di crescita degli individui”.

Didattica flessibile senza rinunciare alle relazioni

Per venire incontro alle esigenze di studenti lavoratori, famiglie e fuorisede, contenendo al contempo i costi di permanenza e trasferta, l’organizzazione didattica punta su un modello blended altamente accessibile.

Le lezioni si svolgono prevalentemente online, alternando sessioni live con i docenti ad attività interattive sulla piattaforma Moodle. La dimensione relazionale e pratica resta tuttavia imprescindibile: esami e tirocini si terranno rigorosamente in presenza nella sede di Santa Maria in Gradi, a Viterbo.

Sbocchi professionali e requisiti di accesso

I diplomati del corso avranno un raggio d’azione ampio: dalle funzioni direttive e di coordinamento nel sistema del welfare e nelle cooperative sociali, fino ai centri interculturali e ai servizi dedicati all’infanzia e alla famiglia.

Non mancano le prospettive nel mondo della scuola, sia per l’insegnamento sia per la specializzazione sul sostegno, oltre alla possibilità di accedere a master, dottorati e corsi di perfezionamento legati ai laboratori universitari come il LABFORM.

L’accesso al corso è diretto per i laureati in Scienze dell’educazione e della formazione (classe L-19). Per chi proviene da altri percorsi triennali o magistrali, è invece richiesta la verifica del possesso di almeno 48 crediti formativi (CFU) distribuiti nelle aree pedagogica, psicologica, sociologica, filosofica, storico-giuridica e linguistico-informatica.