Emergenza guano di piccione a Tivoli: condominio ostaggio dell’incuria dei proprietari introvabili di una casa  

"Serve un provvedimento urgente": verbale conferma i rischi sanitari del guano sul balcone della casa sfitta, ma la burocrazia blocca la bonifica

Foto non collegata ai fatti

Una famiglia vive da mesi ostaggio del guano di piccione accumulato sul balcone dell’appartamento al piano di sopra. Nonostante un verbale dell’ASL attesti l’emergenza sanitaria, i residenti sono in grave difficoltà: l’impossibilità di rintracciare i proprietari introvabili della casa sfitta bloccherebbe la bonifica d’ufficio del Comune, lasciando le abitazioni sottostanti invase da parassiti e polveri tossiche.

“Serve un provvedimento urgente”: verbale conferma i rischi sanitari del guano sul balcone della casa sfitta, ma la burocrazia blocca la bonifica

Un’emergenza igienico-sanitaria in un palazzo residenziale di Tivoli, si sta trasformando in un estenuante calvario burocratico per una famiglia di residenti. Al piano di sopra, i balconi abbandonati di una casa sfitta, sono invasi dai piccioni e dal guano, ma nonostante i verbali ufficiali dell’ASL, la tutela della salute pubblica finisce ostaggio di lungaggini amministrative.

Una grave minaccia igienica all’interno del condominio

La vicenda affonda le sue radici nello scorso mese di aprile, quando una famiglia ha formalmente segnalato agli uffici comunali competenti una condizione di estremo degrado.

Il problema nasceva da un balcone situato al piano superiore della palazzina, trasformato nel tempo in un ricettacolo di sporcizia, invaso dai piccioni che con il passare del tempo lo hanno riempito di guano.

La situazione è rapidamente degenerata con il passare delle settimane: la presenza dei volatili ha trascinato con sé anche la diffusione continua di polveri e parassiti, che finiscono quotidianamente negli appartamenti sottostanti.

Oltre all’evidente rischio sanitario derivante dall’esposizione costante a tali sostanze, i residenti si trovano a fronteggiare un fortissimo stress psicologico, costretti a vivere con le finestre sbarrate e nell’impossibilità di godere degli spazi esterni della propria casa.

Il verbale dell’ASL e lo stallo sui fondi comunali

A certificare l’effettiva gravità del quadro non sono soltanto le proteste dei cittadini, ma un verbale ufficiale redatto dalla ASL territoriale. Il documento come affermano i residenti, accerterebbe senza ombra di dubbio la persistenza dell’emergenza igienico-sanitaria, richiedendo l’adozione immediata di provvedimenti d’urgenza.

Nonostante l’atto formale dell’autorità sanitaria però, l’iter risulta bloccato. La causa dello stallo risiederebbe nell’irreperibilità dei proprietari dell’immobile sovrastante. E in questi casi, spetterebbe al Comune intervenire direttamente d’ufficio, anticipando le somme necessarie a bilancio per poi rivalersi successivamente sui privati.

Bonifiche al palo mentre la TARI arriva puntuale

I cittadini coinvolti, esausti dalla situazione che va avanti da oltre cinque mesi, hanno deciso solo oggi di mettere in luce sui social quello che definiscono un forte contrasto tra l’efficienza della macchina burocratica nella riscossione dei tributi e i tempi lunghi per la risoluzione delle emergenze sanitarie.

Proprio mentre la bonifica dell’immobile resta ferma, nelle cassette della posta è arrivato il saldo della TARI. “Spero che l’amministrazione e gli uffici presi in causa comprendano che, se da un lato si chiedono ai cittadini adempimenti puntuali, dall’altro di fronte a un pericolo sanitario certificato non si possono accumulare mesi di ritardi”, dichiara amareggiato il cittadino colpito dal disservizio.

Nel dibattito emerso tra i residenti ci si interroga sulle opzioni legali rimaste, tra cui la complessa procedura indicata dagli utenti: “Bisogna andare tramite l’ufficio tecnico del comune che individuando esattamente l’immobile le consiglierà di fare una richiesta di accesso agli atti al fine di individuare i proprietari e poi agire tramite un legale”. Un percorso che rischia di allungare ulteriormente i tempi della bonifica.