Pedopornografia su Telegram, smantellata la rete dei «Re»: abbonamenti per accedere ai video di bimbi di 4 anni

Bloccata un'organizzazione dedita alla pedopornografia. Decisivo l'intervento di un agente sotto copertura della Procura di Roma. Dai giochi online a «La camera dei Re»

condannato autista di uno scuolabus per violenza sessuale su minori
Foto di repertorio

Una vera e propria «multinazionale» della pedopornografia, capace di distribuire su scala globale materiale che ritraeva minori a oltre mille clienti: è la rete criminale smantellata dalla Procura di Roma, con un’operazione guidata dal procuratore Francesco Lo Voi e dalla pm Maria Teresa Gerace. L’inchiesta ha portato all’arresto di dieci persone accusate di associazione a delinquere, tra le quali figurano i cinque amministratori della struttura, quattro italiani e uno svizzero.

Bloccata un’organizzazione dedita alla pedopornografia. Decisivo l’intervento di un agente sotto copertura della Procura di Roma. Dai giochi online a «La camera dei Re»

L’inchiesta è stata avviata nel 2020. Gli indagati, tutti di età compresa tra i 22 e i 28 anni, si sono conosciuti all’interno di canali dedicati ai videogiochi online.

Da semplici utenti trasformati in predatori, i promotori hanno iniziato a concepire una rete tentacolare con ramificazioni internazionali, coordinando le attività da una stanza virtuale riservata al vertice denominata «La camera dei Re».

Ciascun amministratore interagiva con l’esterno schermato esclusivamente da uno pseudonimo: «Re».

Le vittime identificate nei contenuti audiovisivi sono tutte giovanissime, con un’età inferiore ai 10 anni e, in diversi casi, di appena 4 anni.

Il modello di business su Telegram

Per monetizzare il traffico di immagini e video, il gruppo ha sfruttato la piattaforma Telegram e l’uso di Bot automatizzati. Un sistema studiato nei dettagli per spersonalizzare il contatto con i clienti e rendere impossibile l’identificazione diretta degli amministratori. Gli utenti potevano accedere ai contenuti pagando un abbonamento mensile dai tre ai nove euro, garantendo all’organizzazione un ingente flusso di denaro.

Un’offerta che ha attirato fino a mille sottoscrittori di ogni nazionalità. Per chi non intendeva pagare la quota, l’unica alternativa per accedere ai canali era il baratto: caricare a propria volta nuovo materiale pedopornografico.

La svolta con l’agente sotto copertura

Pedopornografia su Telegram, smantellata la rete dei «Re»: abbonamenti per accedere ai video di bimbi di 4 anni 1

A spezzare la catena della rete dedita alla pedopornografia è stato l’inserimento nell’organizzazione di un agente infiltrato.

Operando sottotraccia con un enorme sforzo personale e psicologico, la «spia» è riuscita a scalare le gerarchie interne fino a farsi nominare ai posti di vertice della piramide criminale.

Gestendo direttamente i fondi introitati per il sostentamento della rete, l’agente ha raccolto gli elementi decisivi per ricostruire l’intera filiera e portare all’identificazione dei responsabili.

I numeri dell’operazione «Fly Trap»: oltre 280 gigabyte di materiale

Solo nel corso delle attività sotto copertura sono stati individuati e sequestrati circa 282,9 gigabyte di materiale pedopornografico, articolati in oltre 22 mila video e 34 mila immagini.

È l’imponente bilancio dell’operazione «Fly Trap», avviata nel 2024 dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) della Polizia Postale.

Complessivamente le indagini hanno portato a 17 arresti, di cui 10 eseguiti in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale illecito.