Distributore di carburante a Roma paga i lavoratori in contanti: maxi multa e rischio chiusura

Al distributore di carburante in zona Tuscolano per i lavoratori stipendi fuorilegge e orari "tagliati". La Guardia di Finanza eroga maxi multa

Due lavoratori regolarmente assunti, ma pagati sistematicamente in contanti e con orari effettivi superiori a quelli dichiarati sui registri ufficiali. È quanto hanno scoperto i militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Roma durante un’ispezione presso un distributore di carburante al Tuscolano, nel territorio del VII Municipio. L’operazione si è conclusa con una sanzione da 16.000 euro per il titolare e la proposta di sospensione dell’attività.

Al distributore di carburante in zona Tuscolano per i lavoratori stipendi fuorilegge e orari “tagliati”. La Guardia di Finanza eroga maxi multa

L’intervento rientra nei quotidiani servizi di controllo del territorio delle Fiamme Gialle per il contrasto al sommerso da lavoro e la tutela della legalità economica. Attraverso un’analisi approfondita della documentazione aziendale, i finanzieri hanno ricostruito il reale impianto di gestione del personale: sebbene i due dipendenti figurassero regolarmente messi in regola, la contabilità nascondeva rilevanti irregolarità.

Sul Libro Unico del Lavoro (L.U.L.) venivano infatti annotate meno ore rispetto a quelle realmente svolte dai dipendenti. A questo si sommava il costante ricorso al denaro contante per la consegna delle retribuzioni, in aperta violazione della legge che impone l’uso esclusivo di metodi di pagamento tracciabili (come bonifici o assegni) per le retribuzioni dei lavoratori.

Manca il documento di valutazione rischi: scatta il blocco

A gravare ulteriormente sulla posizione dell’impianto di distribuzione di carburante è stata l’assenza totale nei locali aziendali del Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.), presidio fondamentale per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Per questa grave omissione, i militari hanno immediatamente avanzato agli organi competenti la formale richiesta di sospensione dell’attività commerciale.

La posizione dell’azienda e le difformità riscontrate sono state trasmesse all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (I.N.L.), all’I.N.P.S. e all’I.N.A.I.L. per il recupero dei contributi e gli adempimenti previdenziali e assicurativi del caso.